Lezione alla politica. «Non dobbiamo far perdere la fiducia nello studio»

Posted on 27 maggio, 2009

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La scuola che sogno per i nostri figli è essenzialmente equilibrata e partecipata. Dove sia possibile una mediazione fra l’autoritarismo senza autorevolezza propagandato dalla grancassa dei neoconservatori e la strafottenza culturale brandita dai neodisimpegnati.

I primi sostengono che c’è necessità di ripristinare un ordine sconvolto dalle follìe del ‘68. I secondi, semplicemente, hanno gettato la spugna.

Ne consegue un progressivo smottamento della scuola pubblica (l’unica che mi stia veramente a cuore) verso l’ineluttabile dissoluzione: a chi serve un carrozzone che forma pochi, e male, quando le élites seguono già da decenni percorsi alternativi, e in giro senti dire che il destino delle nuove «classi pericolose» è segnato dalla culla?

Una scuola eccessivamente autoritaria forma coscienze gregarie, incapaci di spirito critico. Una scuola che non trasmette né nozioni né valori è una non-scuola. Stretti fra lo stupido bastone della repressione e la carota avvelenata dell’ignoranza, i nostri ragazzi sono sempre più lontani dalla cultura.

Si illudono che la vita sia un affare di palestre e di veline. Ogni giorno perdono un pezzetto di fiducia nei valori del merito, dell’esperienza, della dura fatica.

Occorre un grande sforzo collettivo: che la scuola, la società e la famiglia tornino a parlarsi.

Giancarlo De Cataldo

La scuola che sogno per i nostri figli è essenzialmente equilibrata e partecipata. Dove sia possibile una mediazione fra l’autoritarismo senza autorevolezza propagandato dalla grancassa dei neoconservatori e la strafottenza culturale brandita dai neodisimpegnati. I primi sostengono che c’è necessità di ripristinare un ordine sconvolto dalle follìe del ‘68. I secondi, semplicemente, hanno gettato la spugna. Ne consegue un progressivo smottamento della scuola pubblica (l’unica che mi stia veramente a cuore) verso l’ineluttabile dissoluzione: a chi serve un carrozzone che forma pochi, e male, quando le élites seguono già da decenni percorsi alternativi, e in giro senti dire che il destino delle nuove «classi pericolose» è segnato dalla culla? Una scuola eccessivamente autoritaria forma coscienze gregarie, incapaci di spirito critico. Una scuola che non trasmette né nozioni né valori è una non-scuola. Stretti fra lo stupido bastone della repressione e la carota avvelenata dell’ignoranza, i nostri ragazzi sono sempre più lontani dalla cultura. Si illudono che la vita sia un affare di palestre e di veline. Ogni giorno perdono un pezzetto di fiducia nei valori del merito, dell’esperienza, della dura fatica. Occorre un grande sforzo collettivo: che la scuola, la società e la famiglia tornino a parlarsi.
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Posted in: da meditare, scuola