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Pubblicato il 10 giugno, 2009

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Mi chiedevo cosa scrivere in un post post-elezioni in cui il mio impegno civico mi ha portato anche ad affrontare la fatica bestiale (nel senso più pieno del termine) di fare la rappresentante di lista.

Le prime impressioni sono di carattere generale:

1) è allucinante rendere possibile una proliferazione di liste fatte esclusivamente per permettere ai singoli di guadagnarsi un posto ben pagato (31 liste al Comune di Bari, giusto per dare l’idea, con le conseguenze che ben sappiamo);

2) è ancora più assurdo nell’era digitale (o quasi) votare su lenzuoloni la cui metratura quadra supera quella della superficie della cabina elettorale;

3) è impensabile pensare che le operazioni di spoglio possano protrarsi per 16 ore consecutive (a partire dalle 14.00 del lunedì fino alle 6.00 del martedì per quel che mi riguarda, essendo andati a dormire alle 5.00 del lunedì mattina per lo spoglio delle europee) senza che la gente cominci a dare i numeri, come è successo (e questo nelle sezioni dove le cose sono andate a gonfie vele);

4) è raggelante scoprire che la maggior parte dei presidenti e la quasi totalità dei rappresentanti di lista (sulla cui pelle si è fatto un mercimonio terrificante) erano totalmente impreparati al compito che dovevano svolgere e, anche per questo, “sciolti” spesso come cani rabbiosi con il compito di contestare “a prescindere”.

Posto ciò, sarebbe interessante cominciare ad interrogarsi sul funzionamento generale della macchina democratica, se ancora tale la vogliamo chiamare.

Per ciò che riguarda i risultati a sinistra, cosa scrivere che non sia già sotto gli occhi di tutti? Se volete leggere qualcosa al curaro, potete dare uno sguardo qui o qui. Una che ha vissuto le campagne delle sinistre nella terra di Vendola ha già visto e sentito abbastanza…

fondoImmagine: PV

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