Un e-book ante litteram

Posted on 17 giugno, 2009

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Durante lo SchoolBookCamp a Fosdinovo, Giorgio Jannis, riferendosi all’utilizzo innovativo del Power Point fatto dalle maestre, ha detto una di quelle frasi che mi hanno fatto “guardare” ad alcuni lavori del passato con occhi diversi. O forse mi hanno fatto ricordare anni in cui il futuro sembrava sicuramente molto meno grigio di ora e si poteva concretamente tentare di fare qualcosa di diverso ed innovativo.

Negli anni in cui sono stata responsabile del sostegno ai docenti nell’utilizzo delle fatidiche ICT, uno dei progetti che mi sarebbe piaciuto realizzare, era quello di una biblio-mediateca autoprodotta, attraverso la documentazione di tutte le esperienze didattiche che le docenti realizzavano durante l’anno.

Invece che guardare le solite foto sul libro di testo – pensavo – maestre e alunni avrebbero così potuto prendere spunto dalle esperienze precedenti, visionarle a lezione al posto della solito “esperimento” descritto sul sussidiario, utilizzarle come materiale di discussione e di approfondimento a casa, progettarne ulteriori modifiche e/o ampliamenti… E  i bambini avrebbero avuto a disposizione materiale più stimolante su cui studiare e sarebbero stati spinti (insieme alle loro maestre 😉 ) anche loro a contribuire ai libri di testo “fatti-a-scuola”.

Pensavo cioè a quella apertura del libro di testo ad una scrittura a più mani (di cui si è parlato anche al camp sull’e-book), che permettesse un maggior protagonismo dei fruitori del libro stesso. Un prendersi carico, in qualche maniera, di quel filo narrativo che si dipana durante l’anno scolastico, contribuendo ad intrecciarlo invece che limitarsi a seguirlo passivamente.

L’idea prese piede grazie al lavoro (realizzato appunto in Power Point come da richiesta e  scaricabile in questo formato cliccando qui) che è stato poi premiato al Festival della Scienza di Genova (ottobre 2003), nell’ambito del concorso La primavera della scienza. Un semplice PP, che oggi avrei magari fatto diversamente, ma che testimonia quel progetto che mi sarebbe piaciuto realizzare (ovviamente morto quando hanno cominciato a smantellare la scuola elementare/primaria).

Uno degli elementi più interessanti e validi dell’esperienza laboratoriale in sè è stata la fruttuosa collaborazione con l’Università realizzata però grazie alla preziosa disponibilità di alcuni genitori e non grazie ad un’apertura e ad un’interazione “strutturale” del sistema formativo e scientifico, che continua ad essere un obiettivo, non solo potenzialmente, ma doverosamente perseguibile.

Contributo dei fruitori alla scrittura del testo e interazione/collaborazione tra Università e scuola, sono quindi elementi che mi paiono interessanti anche per la discussione circa il futuro degli e-book di testo (o comunque li vogliamo chiamare 😉 ).

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