Tra comunità di pratiche e burocrazia ottocentesca

Posted on 24 giugno, 2009

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Chiarisco subito: le due cose sono accostate solo perché ribollono nel calderone del mio stress quotidiano in questo momento e preferirei dedicarmi alle prime piuttosto che essere resa isterica dalla seconda. Siamo in Italia, però, e sembra che sia quasi un punto d’orgoglio (di certa amministrazione accademica in particolare) saggiare la tua volontà di partecipare sul serio ai concorsi banditi: se resisti e riesci a superare il percorso ad ostacoli che ti hanno preparato, magari ti meriti anche di essere ammessa a parteciparvi…

Un esempio per ridere un po’. E’ pacifico che la pubblicazione scientifica sia esclusivamente a stampa… Va bene! Mi rendo conto che è difficile accettare la post-modernità ma perché, dopo avermi chiesto di fare una dichiarazione di autenticità per OGNI TITOLO/PUBBLICAZIONE/CARTUCCELLA VARIA presentato in copia (non ne bastava una per tutte?), mi chiedi di dichiarare (dopo aver scritto che l’articolo va da pagina tot a pagina tot) che è quindi composto di tot fogli? Non sai contare? E io cosa devo contare? Il numero di fogli che compongono l’articolo? Quelle che compongono la fotocopia (che magari ne contiene due di pagine)? E l’indice e la copertina che sono costretta a mettere per dimostrarti, senza dubbio alcuno, che quello è proprio il mio articolo ed è stato pubblicato veramente, come li conto?

Tutto ciò per sfogarmi un po’ dal senso di frustrazione che mi ha preso nel far friggere il cervello in ameni virtuosismi burocratici, invece di occuparmi di comunità di pratiche, ricerca-azione e annessi e connessi che mi servono per il mio progetto. Cioè di cose a cui dedico molto più volentieri il tempo.

Il risultato è che ora sono una larva e mi andrò a spalmare sul divano però voglio appuntarmi qui e segnalarvi una interessante presentazione di Stefano Epifani su Social Network e conoscenza

con post annesso, dalla cui discussione ho scoperto meemi.com,

una piattaforma di social network / microblog, che evolverà nel tempo

dice il suo proprietario, Enrico Scognamillo (detto “Capobecchino”). Così diamo un’occhiata a una cosa nuova… 🙂

Appena mi riprendo, approfondisco un po’ e mi faccio avanti con proposte meno misteriose di quelle che ho fatto tramite mail negli ultimi tempi… 😉

Vi ricordo e segnalo, per chi non lo sapesse, l’appuntamento in piazza con Andreas, tutto desideroso di mostrarci le cose belle che sta combinando per analizzare le dinamiche di comunità di pratica che sono emerse nelle blogoclassi. E dato che le nostre vite arruffate non si stanno incrociando in questo momento 🙂 sarà una buona occasione per aggiornarci sui nostri lavori paralleli e magari scoprire che potrà toccare a lui fare l’intruso a casa mia 😉 il prossimo anno…

Insomma, un post per confermarvi che sono viva anche se un po’ più fuori fase del normale. Bye 🙂

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