Saggio di maturità

Posted on 26 giugno, 2009

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Quest’anno, osservano Marina Boscaino e Marco Guastavigna, in una scuola

che esalta a parole la potenza delle nuove tecnologie da una parte e dall’altra ne vieta severamente l’uso [ed in cui] la digital immigrant consegna stessa è stata sviluppata con penna biro e sul più tradizionale dei fogli protocollo, timbrato, siglato a mano da un membro della commissione; e quando si prendono più dei tre fogli “in dotazione” si annota con un “+1, +1, +1…” vicino al nome del candidato l’uso di fogli ulteriori

Facebook batte Svevo alla maturità. Mi incuriosirebbe molto leggere un po’ dei testi scritti dai ragazzi per capire che cosa ne pensano veramente, se ne pensano qualcosa o si limitano a consumarlo frettolosamente e senza pensarci troppo come il nostro tempo ci ha abituato a fare. Ma non è facile.

Uno però l’ho trovato e comincia così:

Ci chiamano nativi digitali, generazione always-on, millennials ma, secondo me, sopravvalutano il reale stato delle cose. Almeno in Italia, dove prima delle «intelligenze connettive» e delle «dinamiche partecipative» di cui si parla in questa traccia molti di noi devono ancora provare l’ebbrezza del «potere di connessione». Sì perché è bello quello che scrive Manuel Castells quando ammonisce che viviamo nella «galassia internet» e non possiamo sentirci soli anche se lo vogliamo. Però dovrebbe dirlo a quelli di di Telecom Italia…

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