Anno domini 2009: il tempo interrotto

Posted on 27 giugno, 2009

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Vi segnalo l’ultimo scritto dalla maestra Claudia Fanti (a cui sono veramente grata per le profonde riflessioni), che ripercorre le sue tappe professionali per diventar maestra ed insieme ad esse il mutamento di un segmento scolastico oggi colpito a morte tra l’indifferenza dei più.

Ora è una guerra in cui apparentemente non ci sono vincitori e vinti, è una guerra trasparente come il vetro che sto strofinando in questa domenica di giugno. C’è il sole che splende, il mio vetro è talmente pulito che sembra non esserci, fuori c’è silenzio…Ogni tanto do un’occhiata a internet per sapere cosa succede nel mondo, per incontrare altre teste pensanti…
Ormai, penso, soltanto internet fa comunità, è triste, ma non vedo altri modi efficaci affinché ci si senta comunità…Vorrei regalare a tutte e a tutti l’opportunità di incontrarsi in una rete di idee, opinioni, pensieri… ma costa anche la tecnologia…
Tutto altrimenti è piani di silenzi ronzanti, la politica più che “ascoltare” annusa l’aria che tira, è demagogia. Tutto è silenzio e muore intellettualmente… I silenzi dei figli degli altri fanno comodo. Do not disturb i leoni!

Le riviste pedagogiche, i libri sono lì, sparpagliati sul solito tavolino, la mia mente lavora, va avanti e indietro nel tempo, così vede sì un gran lavorio delle maestre per fare ricerca, per cambiare le cose… eppure vede anche, con grande preoccupazione, quanto sia inutile, senza il Potere, incidere, segnare le scelte politiche affinché la pedagogia sia di nuovo arte e artigianato, sfida alla “filosofia” di chi considera la scuola un corpo da agghindare, da imbellettare, da vestire e, soprattutto, svestire per renderlo ogni volta più esposto, più vecchio, più imbalsamato di prima…

E non ci sono vincitori e vinti fra politici e pedagogisti, perché essi vivono proprio in mondi paralleli, e i mondi loro non si incontrano e non si scontrano realmente, si ignorano sdegnosamente. Fra i due mondi c’è il sottile e schiacciatissimo piano della scuola della quotidianità che vive con le regole che cambiano ogni anno e si arrangia a fare, si arrangia per sopravvivere, dentro le aule ci sono insegnanti che cercano di resistere, altri che si adeguano, altri che sbandano…e ci sono le alunne e gli alunni che, inconsapevoli delle scelte al ribasso della politica, vivono il loro tempo…e ci sono le famiglie che sperano, che vogliono credere in un futuro luminoso…per lo meno dignitoso, per i figli…

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