Libri di testo: anche il Consiglio di Stato tra i bocciati di quest’anno!

Posted on 28 luglio, 2009

1


A fine maggio scorso, avevo segnalato il comunicato stampa degli avvocati che  avevano presentato il ricorso contro la famigerata CM sui libri di testo, in cui si denunciava la mancata notifica del ricorso in appello da parte del Ministero al Consiglio di Stato.

Come ci ricorda il Sole24Ore,

con la sentenza 7528 [del 24 luglio], il Tar del Lazio conferma di fatto il parere già espresso lo scorso maggio, quando, con ordinanza 2049 del 7 maggio, aveva accolto la richiesta di sospensiva della circolare 16/2009 (nella parte in cui prevede che i docenti neo-trasferiti non abbiano la possibilità di di cambiare i libri adottati dai predecessori). Il Consiglio di Stato, con ordinanza 2540 del 19 maggio, aveva però in appello dato ragione al Ministero dell’Istruzione e fatto saltare la sospensiva. L’ordinanza perlatro era arrivata allo scadere dei termini previsti per la scelta dei libri di testo (al massimo la seconda decade di maggio).

Nel post in cui parlavo della sentenza del TAR, avevo proposto al Ministero un piccolo corso di “Elementi di diritto pubblico” o, in alternativa, anche libri-testo-giustiziacomprarsi un bignamino di quelli che si usano per i concorsi pubblici, perché il vulnus, risiedeva nell’aver prevaricato una norma di rango superiore (il Decreto Legge), con una di rango inferiore (la Circolare). E che ti scrive infatti il TAR nella nuova sentenza?

Non può condividersi, si legge nella recente sentenza, la posizione del Consiglio di Stato che «ha ritenuto non irrazionale la disposizione della circolare, nella parte in cui impedisce totalmente, in caso di assegnazione di altro docente nella classe, una diversa scelta di libri di testo già effettuata e nulla dice, però, in ordine al divieto assoluto di modificare le scelte da parte degli insegnanti». Qui non è questione di irrazionalità, scrive il tribunale laziale nella sentenza, «ma di rispetto della norma di rango superiore che con le disposizioni diramate dal Ministero, nel caso specifico, non vi è stata, in quanto laddove le norme sovraordinate stabiliscono la possibilità di derogare alla cadenza quinquennale di scelta, seppure motivatamente e per provate esigenze, invece la circolare non lo prevede».

Non aggiungo altro 😉

Annunci