La scintilla della conoscenza

Posted on 8 settembre, 2009

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scintilla“Se ci si vuole arrivare, sei mesi sono più che sufficienti, non perderò e non farò perdere questo treno alla scuola. Del resto siamo tutti d’accordo, ritengo, sul fatto che la qualità della scuola è data prima di tutto dalla qualità delle persone che la rappresentano. Ebbene dobbiamo essere tutti consapevoli che se la carriera resta quella che è, o mi lasci dire quella che non è, non avremo mai le migliori risorse sulle nostre cattedre. Dobbiamo attrarre verso l’insegnamento le risorse migliori, i cervelli più brillanti, quelli in grado di accendere la scintilla della conoscenza nei nostri studenti. Come farlo? Discutiamo di questo”.

Si, ministra capostazione, la prego, non faccia perdere quel treno che sicuramente sarebbe perso tenendo dietro all’illusione di fare una legge ordinaria che regoli la materia da parte dell’inutile Commissione Aprea (sua collega di partito e di governo), dell’inutile Commissione Israel, dell’inutile Parlamento, con le sue lungaggini fatte di audizioni, discussioni, mediazioni, emendamenti, consultazioni ecc. Basta un decretino magari da approvare e convertire in legge con la fiducia e voilà, il gioco è fatto.

Se lei ministra ritiene, in base alle sue dottissime analisi, che la qualità o non qualità della scuola è data unicamente dalla “carriera” degli insegnanti mi sa tanto che ha sbagliato ministero. Doveva fare il ministro della difesa o della burocrazia.

Se lei poi voleva far sapere al mondo che abbiamo circa un milione di incompetenti e scansafatiche dietro le cattedre delle nostre scuole, mentre i migliori, i cervelli brillanti che sanno “accendere la scintilla della conoscenza” (ma chi gliel’ha messa in bocca questa espressione che sa tanto di vacuo pedagogese? Che fa, comincia a cedere al linguaggio dei pedagoghi sessantottini?) sono tutti fuori e aspettano solo il suo miracolo per entrare trionfanti nella scuola e portare la luce, questo lo sapevamo già, perché lei non si lascia mai sfuggire l’occasione per giudizi così gentili e così fondati sulla sua nota, comprovata e certificata competenza scientifica, pedagogica e didattica, nei confronti di quel circa un milione di disgraziati che quotidianamente, nonostante il suo (mal)governo della scuola, devono fare il meglio che possono, e non è poco.

Cosimo De Nitto

Immagine: fazen

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