L’insegnante perfetto

Posted on 9 settembre, 2009

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L’insegnante perfetto (quello pluridecorato e valutato che passando sopra le teste di tutti sopravviverà alla mattanza), lavorerà in edifici fatiscenti, faticando per arrivare alla cattedra in classi sovraffollate, brandendo come un randello il voto in condotta.

Lascerà pascolare quelli che non tengono il ritmo mentre si occupa di quelli in grado di apprezzare la sua dotta lezione senza bisogno di virtuosismi didattici.

Assegnerà caterve di compiti a casa, dimostrando così l’assioma inossidabile molti compiti (per gli studenti)=molto onore (per il docente).

Boccerà senza timore di ricorsi al TAR, grazie all’investitura gelminiana che lo autorizza a liberarsi il più presto possibile di quelli che non ce la fanno o, nella migliore delle ipotesi, li instraderà per “andare a bottega”.

Sorriderà magnanimo di fronte ai “dottoroni” che farneticano di dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia: dove sono le prove di laboratorio che dimostrano la veridicità dell’esistenza di questi “disturbi”?

Non perderà tempo (anche perché la legge non glielo consente più) con inutili visite d’istruzione: le immagini proiettate sulla LIM basteranno.

Affastellerà gli studenti nei laboratori informatici saltuariamente, in maniera da garantirsi la copertura minima di innovazione didattica.

Obbedirà senza discussioni al dirigente e all’annesso consiglio di amministrazione, grato della magnanimità con cui lo hanno selezionato per questa magnifica professione.

Un insegnante perfetto in un mondo perfetto.

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