Saper leggere i dati OCSE

Posted on 9 settembre, 2009

0


La soddisfazione della nostra ministra sui dati OCSE di cui oggi tutti parlano (così ai precari appollaiati sui tetti non ci pensiamo più) è ovviamente pari solo alla volta in cui ha trionfalmente annunciato un aumento delle bocciature a scuola.

Sembrerebbe, però, come già abbiamo fatto notare in altre occasioni, che anche questa volta la lettura sia un po’ difettosa…

Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia sperimentale a Roma Tre e consulente dell’Ocse, ricorda che:

le comparazioni sugli organici tra l’Italia e gli altri Paesi è impossibile. Da noi gli 80 mila insegnanti di sostegno sono a carico del ministero della Pubblica Istruzione, mentre nel resto d’Europa, quando ci sono, dipendono dal ministero del Welfare. Noi abbiamo quasi 20 mila insegnanti di religione cattolica assunti con un contratto a tempo indeterminato, caso unico in Europa. In totale fanno 100 mila: un ottavo dell’intero corpo docente”.

“L’Ocse calcola le ore di lezione in classe. Ma nei Paesi con un sistema moderno d’istruzione, più della metà delle ore d’insegnamento si fanno in laboratorio o all’esterno della scuola – precisa il professor Vertecchi – in Finlandia, che è in testa nelle valutazioni Ocse, alla fine le ore passate a scuola dagli studenti sono molto superiori a quelle italiane. Noi abbiamo un’organizzazione del lavoro ottocentesca, fatta di compiti in classe, esercizi, interrogazioni, quindi il confronto è improponibile”.

Per quanto tempo bisognerà continuare a ripetere le stesse cose?

Annunci
Messo il tag: , ,
Posted in: scuola