Dall’Atto d’indirizzo del primo ciclo: leggere per credere

Posted on 17 settembre, 2009

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L’ultima perla in materia di scuola dell’obbligo, è il cosiddetto Atto d’indirizzo del I ciclo che dovrebbe illuminare noi poveri operatori del settore, su come far emergere le straordinarie potenzialità di rinnovamento del sistema da quello che rimarrà quando la mannaia si sarà fermata.

Vi invito a leggere la serie di banalità (certo che sarà costato fatica scriverle!) che dovrebbero dirci qualcosa ma che, onestamente, solo di fumo negli occhi danno.

Un esempio per tutti (maestre e maestri tenetevi forte), le priorità per la scuola primaria:

Il quinquennio della scuola primaria costituisce l’arco temporale entro cui si pongono le basi – decisive ai fini dell’ulteriore sviluppo dell’itinerario formativo dei giovanissimi allievi – dell’alfabetizzazione. In tale ottica, nell’ampio ed articolato quadro di un percorso curricolare caratterizzato da pluralità ed integrazione di linguaggi, contenuti, tecniche ed attività, costituiscono priorità irrinunciabili:

a) assicurare al termine della scuola primaria l’apertura ai valori della cittadinanza e al senso della storicità e della fenomenologia sociale;

E cosa significa? Mi date un’interpretazione del “senso della storicità e della fenomenologia sociale”??? La storia e la geografia (le educazioni, vabbè, sono un di più) le buttiamo nel water???

b) garantire, pur nel rispetto dell’unitarietà del percorso di crescita e di formazione, un coerente livello delle competenze in italiano, in matematica, in inglese e in scienze, in modo da consentire all’alunno il padroneggiamento teorico e pratico delle relative conoscenze.

La “coerenza” a cosa si riferisce? Cos’è il “padroneggiamento teorico e pratico”? Cosa c’è nella parola “competenza” che spaventa tanto? Ma, soprattutto, come dovremmo valutarlo questo padroneggiamento? In inglese, poi, dove volete mettere le docenti a insegnare dopo un corso coatto di 150 ore? Toglietela proprio la lingua straniera che ci facciamo miglior figura!!!

E’ in un tale contesto e in vista del raggiungimento dei traguardi essenziali sopra indicati che, in considerazione delle complesse esigenze del mondo attuale, va attualizzata ed innovata la tradizionale definizione della scuola primaria come quella del “leggere, scrivere e far di conto”.

Ma la tradizionale per chi? Per la casalinga di Voghera? O avete consultato il libro Cuore per trovare ispirazione adeguata? E quella che volete voi cos’è? L’università per piccoli geni? Ma vi rendete contoooooooo?

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Posted in: amarezze, maestre, scuola