A che serve la didattica nei mondi virtuali?

Posted on 21 settembre, 2009

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Rispondendo ad alcune mie domande in merito alla sua esperienza didattica in Second Life (per leggere la discussione basta loggarvi come ospiti), Anna Rita Vizzari ne ha evidenziato un utilizzo (a mio parere da approfondire ulteriormente) peculiare: permettere ad una studentessa sulla sedia a rotelle di muoversi nello spazio.

In un incontro con l’équipe medica, dissi di avere difficoltà nel prepararle verifiche di Geografia, perché se inserivo delle cartine mute da completare (cosa che in genere si fa per gli alunni con problemi) lei non riusciva a lavorarci. La risposta del medico fu: “Ma certo, perché stando sulla sedia a rotelle ha difficoltà nell’orientamento, non ha la percezione dello spazio”.

Così ho pensato che l’ideale per farle fare esperienza di movimento nello spazio senza intralci sarebbe stata una simulazione su Second Life. Ho invitato l’alunna a muoversi col mio avatar in alcuni ambienti.

Prima in tragitti lineari, poi in ambienti complessi (come Versailles) infine nel complesso nuragico di Barumini, dove lei si è dovuta destreggiare nei meandri più impervi. Dall’inibizione iniziale, la ragazza ha acquisito sempre più dimestichezza coi cursori: i suoi progressi sono stati rapidissimi. Le ho chiesto se le piacesse, lei ha risposto di sì, aggiungendo che era “strano”. L’ho invitata a volare e le ho fatto notare alcuni monumenti, che poi le chiedevo di ritrovare orientandosi nello spazio.

Nelle verifiche di geografia effettuate successivamente, si sono notati dei progressivi miglioramenti.

Riprenderò sicuramente l’argomento in un post in cui vorrei parlare di accessibilità in maniera un po’ più ampia e articolata… Nel frattempo, godetevi questo fantastico video segnalato dalla nostra amica: ne vale la pena!

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