Tutti i numeri contro Mariastella

Posted on 24 settembre, 2009

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Non so (né mi permetto di farlo in questi tempi di doveroso timore reverenziale verso l’autorità costituita) ipotizzare la competenza della nostra ministra in ambito matematico-statistico, vero è però, che i conti non tornano…

Se succede è indubbiamente colpa di quei faziosi sabotatori di sinistra ma ciò non toglie che i numeri, se non vengono addomesticati in trionfali rassegne stampa, dicono cose diverse da quelle che ci vogliono far credere.calcolatrice

Esempi:

  • la classifica degli atenei. Repubblica ci ricorda come i primi di gennaio il ministro abbia deciso di premiare gli atenei virtuosi con un un po’ di fondi di quegli atenei che virtuosi non sono (dunque non mettendo un euro in più ma solo “spostando” i soldi già esistenti). ”  Il 26 luglio scorso, il ministro rende nota la classifica con i primi e gli ultimi della classe, quasi tutti atenei del Sud. Ma non spiega come e perché i primi sono i più virtuosi e gli ultimi i più spendaccioni. Promettendo di pubblicare dati criteri e metodologie pochi giorni più tardi: il 29 luglio. Ma da allora non si è saputo più nulla. A darle una mano ci hanno pensato quelli di Parma, che hanno tirato fuori una controclassifica da paura in cui tutto viene ribaltato. Indubbiamente, l’aver utilizzato dati del 2001-2003, aver messo nello stesso calderone università grandi e piccole, atenei e politecnici, contesti territoriali con la disoccupazione al 2 quanto al 20% e aver incluso nella commissione che ha stilato gli indicatori […] nomi importanti dei politecnici che, non a caso, sono andati molto bene rende i numeri meno trasparenti.
  • I numeri della scuola. Un interessante articolo sulla Stampa, sottolinea il contrasto tra la versione ministeriale e quella di chi con la scuola ha a che fare tutti i giorni. Pur essendo 18° nella rilevazione Eurostat per spese nell’istruzione, ci aspettano altri due anni di tagli senza se e senza ma. Come la mettiamo con i docenti di sostegno spariti (non in modo omogeneo in tutte le regioni), le classi fuorilegge per il sovraffollamento, la moltiplicazione dei maestri nelle classi (perché se devi far uscire fuori le cattedre con gli scampoli di orario, cara Mariastella, questo è il risultato!) e via dicendo, già quest’anno? Riuscite ad immaginare il futuro?
  • precari attuali e futuri. E’ stato annunciato trionfalmente il cambio di marcia nel reclutamento degli insegnanti che, teoricamente, dovrebbe essere programmato unitamente alle modalità di formazione. Per risolvere il problema dei numeri attuali delle “liste di attesa” la nostra ministra ha fatto un bel tratto di penna e ha detto: da questo momento cercatevi un nuovo lavoro! A quelli che plaudono alla rivoluzione, gioverà ricordare che le nuove regole entreranno in vigore in un tempo futuro che – ottimisticamente – ricoprirà almeno un lustro e che nel frattempo i tagli e l’attesa del nuovo corso, contrarranno il corpo docente e lo faranno invecchiare, senz’altro criterio che quello della legge darwiniana del posto in graduatoria. Chi è destinato a rimanere – vittorioso – nella scuola pubblica nel frattempo? Con quali meriti?

Immagine: rutlo

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Posted in: ltever, scuola