A tutti i “neurotipici” in ascolto…

Posted on 6 ottobre, 2009

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Segnalo questa lettera aperta di Flavia Caretto, Psicologa clinica all’Università di Roma Tor Vergata, a Marco Brancia, autore di “Non avevo le parole” (ed. Città Aperta) e dell’omonimo blog. Libro MarcoConsiglio vivamente la visione del video con l’intervista ad entrambi.

Ciao Marco,

è difficile per me spiegare perché la sindrome di asperger NON è esattamente una forma di disabilità, ma un modo di essere.

Trovo che la società pretenda molto da noi tutti (anche da noi neurotipici!) e che non ci sia sufficiente tolleranza rispetto alle diversità (rispetto a tutte le diversità).

Certamente, ci sono delle diversità che io non preferisco. E, non so perché, le persone con la Sindrome di Asperger mi piacciono, da un punto di vista umano.

Le trovo fondamentalmente oneste. E, se una persona non parla, non mi fa paura il silenzio.

Credo che in generale si dovrebbe essere più tolleranti, ma credo anche che le persone con la sindrome di asperger debbano comunque darsi da fare per “migliorare”. Non per aderire agli standard “imposti” dalla società (come la produttività, il successo, la ricchezza, l’immagine…) ma per vivere più serenamente e felicemente… [continua]

Ciao Marco,
è difficile per me spiegare perché la sindrome di asperger NON è esattamente una forma di disabilità, ma un modo di essere.
Trovo che la società pretenda molto da noi tutti (anche da noi neurotipici!) e che non ci sia sufficiente tolleranza rispetto alle diversità (rispetto a tutte le diversità).
Certamente, ci sono delle diversità che io non preferisco. E, non so perché, le persone con la Sindrome di Asperger mi piacciono, da un punto di vista umano.
Le trovo fondamentalmente oneste. E, se una persona non parla, non mi fa paura il silenzio.
Credo che in generale si dovrebbe essere più tolleranti, ma credo anche che le persone con la sindrome di asperger debbano comunque darsi da fare per “migliorare”. Non per aderire agli standard “imposti” dalla società (come la produttività, il successo, la ricchezza, l’immagine…) ma per vivere più serenamente e felicementeCiao Marco,
è difficile per me spiegare perché la sindrome di asperger NON è esattamente una forma di disabilità, ma un modo di essere.
Trovo che la società pretenda molto da noi tutti (anche da noi neurotipici!) e che non ci sia sufficiente tolleranza rispetto alle diversità (rispetto a tutte le diversità).
Certamente, ci sono delle diversità che io non preferisco. E, non so perché, le persone con la Sindrome di Asperger mi piacciono, da un punto di vista umano.
Le trovo fondamentalmente oneste. E, se una persona non parla, non mi fa paura il silenzio.
Credo che in generale si dovrebbe essere più tolleranti, ma credo anche che le persone con la sindrome di asperger debbano comunque darsi da fare per “migliorare”. Non per aderire agli standard “imposti” dalla società (come la produttività, il successo, la ricchezza, l’immagine…) ma per vivere più serenamente e felicemente.
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