La tecnologia “viva”

Posted on 13 ottobre, 2009

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Scopro tramite la rassegna stampa Flc, un paio di articoli che non ho il tempo per commentare ma che mi hanno richiamato alla mente la richiesta che più spesso registro quando chiedo agli studenti universitari cosa vorrebbero da un aula virtuale: la sintesi delle lezioni. ipod

Gli articoli in questione riguardano l’uso miracoloso 🙂 degli iPod nella didattica, oggetto addirittura di un “esperimento scientifico” da parte di Dani McKinney, professoressa di psicologia alla State University di New York a Fredonia, che ha dimostrato come – ascoltando la lezione più volte e rielaborandola con schemi e appunti scritti – si impara di più.

Una domanda: ma quando c’erano i registratorini e gli stoici studenti che sbobinavano non era la stessa cosa? Non è, per caso, che magari approcciando gli studenti-senza-iPod con una modalità didattica diversa da quella tradizionale, sarebbero andati meglio anche loro? E che tipo di competenze avrebbero sviluppato? Cosa ci fanno con queste conoscenze così efficacemente trasmesse?

Che sia chiaro: io sono favorevole all’uso dell’iPod, soprattutto per le lezioni universitarie, ma i problemi della didattica universitaria non possono essere certo risolti con esso e, comunque, potrebbero essere utilizzati in maniera ben più creativa! Prendiamo il caso di Federica, la piattaforma e-learning della Federico II di Napoli: oltre alla bella grafica e la “portabilità” dei contenuti, qual è il valore aggiunto che la didattica ne ricava? Lascio a voi giudicare.

 Sono convinta, con Vertecchi, che sono i docenti a rendere viva la tecnologia (anche perché, da sola, ho seri dubbi che potrebbe esprimersi adeguatamente). Ma non è che si può provare anche ad andare oltre alla fatidica metafora del travaso?

Immagine: DerkT

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Posted in: ltever, università