Lévi-Strauss. Frammenti di memoria.

Posted on 3 novembre, 2009

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Non so perché tanti grandi abbiano deciso di andarsene in questi giorni ma sembra che stia andando così… samoan_maids_of_honour_small

Ieri (errata corrige: Avant’ieri) è toccato a Claude Lévi-Strauss, i cui libri mi “fulminarono” in quel misterioso corso universitario denominato Antropologia culturale, che all’inizio non capivo da dove cominciare a studiare.

Similmente a Voodoobytes

Mi avvicinai alla magnifica scienza dell’antropologia culturale per caso, perchè giovane matricola a Lettere e Filosofia a Roma (1977, anno topico), restai colpito dal nome della materia, mai sentita prima di allora.

Ma dalla casualità si passò, con la lettura meravigliata, sofferta e travagliata dei libri di Lévi-Strauss, alla passione che mi portò alla laurea in tal materia. E così ho sudato meningi e sognato di popoli lontani con il bellissimo “Tristi tropici”, il difficile “Il crudo e il cotto” o “Il pensiero selvaggio”,  solo per citare quelli più famosi. E le sue analisi, le sue dicotomie, la più celebre quella dell’opposizione tra natura e cultura, hanno contribuito alla mia formazione e al mio sguardo sul mondo (web incluso).

L’inerpicarsi su quei sentieri impervi non è stato facile ma ha lasciato segni indelebili, pur non essendo antropologa ma – guarda caso – particolarmente interessata alla virtual ethnography…

Per chi volesse crogiolarsi un po’ in meditazioni “terze” su di lui, segnalo Lévi-Strauss di Catherine Clément su Google Books.

Immagine: The Secret Museum of Mankind

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Posted in: antropologia