Sulla gratuità dei libri di testo

Posted on 24 novembre, 2009

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Se c’è stata una cosa da subito poco chiara nella bagarre degli e-book, è stata la fumosa questione del risparmio delle famiglie nella scuola primaria, dove notoriamente i libri sono gratuiti.

Italiaoggi (via rassegna Flc) ci svela l’arcano: la legge di Bilancio del 2010 non prevede nessun trasferimento di fondi agli enti locali per questo scopo.

Eppure l’obbligo della gratuità rimane, perché la legge che lo ha previsto, nel lontano nel 1964, non è stata cancellata. Con la conseguenza che, se non ci saranno modifiche, dovrebbero essere i comuni, con altre entrate [leggi: nuove tasse], a dover comunque far fronte a questa spesa. […]  Ma lo stesso ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini […] in una intervista di un anno fa aveva avuto modo di dire: è giusto che non paghino i libri solo coloro che hanno alle spalle una famiglia a reddito basso. Chi ha un reddito alto, invece, deve pensarci da solo, anche alle elementari. In questo modo, si recuperano risorse, circa 65 milioni di euro era la stima, che possono essere spesi per venire incontro agli studenti in difficoltà di tutta la scuola dell’obbligo.

Il caro Giulio, però, è più furbo di lei e

l’operazione, fatta come è fatta nella legge di Bilancio, non conviene neanche alla Gelmini, perché perderebbe del tutto lo stanziamento

e l’unico a guadagnarci sarebbe lui.

Dunque, staremo a vedere se spunterà un emendamento riparatore ma, se l’aria che tira è questa, sarà solo questione di tempo. Che scempio…

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Posted in: ning, scuola, senza parole