Andare a bottega

Posted on 4 dicembre, 2009

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Mentre si tenta, con i soliti contorsionismi legislativi, di ripristinare quell’antico andare a bottega, simbolo del nuovo che avanza (a scuola come nella società), leggo che  i presidi siciliani vincitori di un concorso annullato per gravi irregolarità dal Consiglio di giustizia amministrativa rimarranno al loro posto. Per fortuna! L’importante è arrivare in un posto di comando (non importa come) e poi non ti smuove più nessuno!

Del resto, hanno incassato il sostegno della Gelmini e di Alessandro Pagano,

componente del Pdl in commissione Finanze della Camera dei deputati, che, dopo avere ottenuto questo primo risultato, ha promesso che ora si lavorerà “perché i diritti acquisiti dai dirigenti vengano salvaguardati“.

Gli stessi dirigenti che ora potranno trionfalmente esporre in Rete

non solo la loro retribuzione annua, ma anche i titoli di studio e professionali, il livello di conoscenze delle lingue straniere, le competenze acquisite nella gestione delle tecnologie, tutte le esperienze professionali e gli incarichi svolti.

A dimenticarsi che il fatidico concorso, con un bando incostituzionale costruito ad hoc per bloccare fuori i giovani e le loro pubblicazioni, di certo non prevedeva una selezione di manager come nel privato. Che tu fossi uno/a che non entrava in un aula da anni, che tenessi attaccata al muro  la procedura per accendere il PC e scaricare le mail o che non conoscessi un accidente dell’ordine di scuola che andavi a dirigere, non influiva minimamente sulla possibilità di diventare un capo…

Sapete quanti sindacalisti sono diventati dirigenti con questo concorso e, ancor di più, con il primo (a zero bocciature)? E i portaborse di chi aveva la chiave giusta per rimanere ancorato ad un “distacco” a vita? Provate a contarli!

Andare a bottega per un po’ non avrebbe fatto male neanche a loro…

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