E mica siamo scuole…

Posted on 23 gennaio, 2010

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Vignetta: Mauro Biani

Eh sì…

Gli artigiani milanesi aderenti alla Claai non vogliono trasformarsi in maestrini dalla penna rossa. «Bella idea [quella del cosiddetto emendamento Cazzola], ma bando alla burocrazia – dice il segretario generale milanese, Marco Accornero -. Abbiamo già tanti problemi, non possiamo metterci a tenere registri e dare voti». Il più chiaro di tutti è il presidente di Confapi, Paolo Galassi: «Almeno il primo anno un apprendista quindicenne non mi deve costare – avverte -. Dopo tutto, quei centoventimila che oggi non vanno a scuola né lavorano se ne stanno in giro a combinare guai. Per le famiglie è comunque meglio farli andare a imparare un mestiere. Noi potremmo prenderci l’ impegno dell’ assunzione allo scadere di quest’ anno sabbatico»

Del resto, come dar loro torto? Ti fanno il piacere di farli lavorare gratis invece di lasciarli a bighellonare in giro e non si pretenderà certo di far fare loro ciò che la scuola ha rinunciato a fare. Libertà di lavorare, come scrive Chatel. Andare a bottega, come diceva mia nonna. Fa un certo effetto, a dir la verità, nel 2010. Però, volete mettere la saggezza degli antichi!

Per tacere  della saggezza di pedagoghi quali Bertagna che, sempre nel medesimo articolo del Corriere, sospira:

«E allora?… La verità è che c’ è un pregiudizio verso chi non vuole studiare. Non si tiene conto che poi certi laureati trovano solo posti da 500 euro al mese. Oggi certi filosofi da call center si mangiano le mani: meglio sarebbe stato fare gli idraulici»

Però anche per certi pedagogisti sarebbe stato meglio.

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