La scuola verso la nuova età dell’oro

Posted on 23 febbraio, 2010

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Vi confesso che, al liceo, le Bucoliche non erano certo la mia opera vergiliana preferita 😉 però non ho potuto fare a meno di pensarci quando ho letto della dotta iniziativa del MIUR (ma non eravamo a corto di soldi?) che – udite, udite! – si è avvalsa di LORIANA LANA (al secolo “paroliera del premier” e scusate se è poco!) per la composizione delle musiche di uno splendido “cofanetto” grazie al quale – leggo estasiata sul Corriere –  ci si potrà esercitare a cantare le poesie dei sommi poeti come al karaoke… La Puglia (insieme a Piemonte, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Sicilia) sarà tra le fortunate regioni ad essere omaggiate di cotanto sussidio didattico.

Precedentemente, La stampa mi aveva illuminato – grazie all’intuizione del collega Rossi Doria – circa la via maestra per “imparare bene la lingua nazionale”: il ripristino dell’esame di licenza elementare. Il che significa, presuppongo, che la soluzione sia cominciare – finalmente e di nuovo – a separare il grano dal loglio (scusate il linguaggio un po’ retrò ma mi sento ispirata…),  ripristinando senza falsi pudori quella selezione socio-culturale che permetteva a colleghi del calibro della Mastrocola, di svolgere il loro programma in santa pace, davanti ad una platea già selezionata.

Una nuova età dell’oro, dicevamo, con classi sempre più bianche e neurotipiche, senza strane carrozzelle in giro ad impedire il passaggio, con 14enni che si infilano la tuta da lavoro mentre altri coetanei prendono i libri e vanno a scuola. Sì, certo, magari qualcuno lo premiamo ma senza esagerare, altrimenti si perde tutta la poesia…

Però (eh sì! C’è sempre un però…), Marina Boscaino ci ricorda che

lo studio di Maastricht sull’istruzione e sulla formazione professionale del 2004 indica un notevole divario tra i livelli di istruzione richiesti dai nuovi posti di lavoro e i livelli di istruzione raggiunti dalla forza lavoro europea. Tale studio dimostra che più di un terzo della forza lavoro europea (80 milioni di persone) è scarsamente qualificata mentre si è stimato che entro il 2010 quasi il 50% dei nuovi posti di lavoro richiederà qualifiche di livello terziario, poco meno del 40% richiederà un diploma di scuola secondaria superiore e solo circa il 15% sarà adatto a persone in possesso soltanto di una scolarizzazione di base.

Sono sicura che classi stracolme, contenuti incerti e negazione di diritti fondamentali non potranno che spianare la strada ad un futuro che ci vedrà – come collettività – fuori dal tempo (questo) e dallo spazio (europeo) di una società della conoscenza emarginata in nome delle tradizioni di quartiere (quelle di paese sono già troppo dispersive) e dalla pasta fatta in casa.

Stiamo assistendo impotenti (o indifferenti?) allo smantellamento della scuola pubblica senza che uno straccio di dibattito si apra nella pubblica opinione. Aspettiamo lo schianto, sapendo che si salveranno i soliti ma ignari che perderemo tutti.

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