Di blogroll in blogroll: mondi speciali (ma anche no)

Posted on 1 marzo, 2010

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L’altro giorno, sul blog dei genitoritosti scrivevo che mi piacerebbe un mondo in cui si potesse parlare di disabilità senza pietismo, con “naturalezza” e non solo nei luoghi “dedicati”.

Io credo che il web possa fare molto in tal senso, dando la possibilità di “rimescolare” un po’ le carte e di conoscerci tutti un po’ meglio. L’accessibilità, in tal senso, risulta un elemento importante dal punto di vista tecnico ma, ci tengo a ribadirlo, è un elemento tecnico.

Il fattore umano, le barriere che abbiamo in testa come le superiamo? Laura e Consuelo (presenti anche loro al CSB), intervistate da Disabili.com, spiegano perfettamente il concetto:

nessuno sa comportarsi con noi ciechi. Mi sono trovata in un attimo in una dimensione che io chiamo “il mondo di Quark”…si scoprono tantissime cose, che le nostre barriere architettoniche peggiori sono legate ai pregiudizi, sono le barriere mentali.
Purtroppo è stato fatto un caos addirittura sul come chiamarci. Se qualcuno sull’autobus vuole darmi una mano non o sa perché non sa come chiamarmi. Se la chiamo cieca si offende…se la chiamo non vedente forse è meglio…o è meglio videolesa. Tutto questo politically correct andrebbe eliminato.

Consuelo interviene: A volte non ti chiamano proprio, e parlano con la persona che ti sta a fianco. Perché tanto quella persona ci vede, e quindi probabilmente visto che mi vede mi capisce. L’altra non mi vede e…poverina, ha anche dei problemi mentali e di comprensione.

Laura: E in situazioni come “andiamo a cena stasera? Ma a Laura piace la pizza?” Scusa ma…chiedimelo!!!
La Blindsight Project che nasce ed esiste online, ma paradossalmente è più conosciuta all’estero che in Italia, perché siamo una voce fuori dal coro. Cerchiamo l’innovazione e non vogliamo l’emarginazione “a misura di disabili”.

Particolarmente interessante in questa prospettiva con cui sono in assoluta sintonia, è allora un e-magazine come Orba moderna (sì, sì, avete capito bene 🙂 )

dedicato a tutte le donne, vedenti, orbe e bendate.

Le orbe sono le donne disabili visive (cieche e ipovedenti, ma anche le donne sorde che rifiutano la propria disabilità o le vedenti che non vedono la propria realtà), le vedenti sono le donne che possono vedere tutto, anche le proprie “disabilità” (quelle cioè che non si illudono di vivere in un paese civile con un’adeguata parità dei diritti), le donne bendate sono tutte le donne che vengono messe all’oscuro (o si illudono di vedere).

Abbiamo sentito l’esigenza di creare questo spazio per poter dire, informare, aiutare, consigliare e molto altro, su tutto ciò che riguarda l’universo femminile.

Io credo che siano iniziative come questa (che vi invito a diffondere e pubblicizzare) che possano realmente forzare le resistenze mentali e culturali “invisibili agli occhi” 😉 per scoprirci a parlare tutti insieme di cose che interessano tutti quanti. Disabilità inclusa.

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