Scuola e università, precipitevolissimevolmente… verso l’ignoto

Posted on 6 marzo, 2010

0


Concita De Gregorio, nel suo editoriale di ieri scriveva:

Cartoonia. Vista da chi non sia purtroppo costretto a viverci – vista da fuori – l’Italia deve sembrare Cartoonia, il regno dei cartoni animati popolato da pupe e gangster, supereroi e sbruffoni, giocattoli che credono di saper volare e conigli parlanti… Non è più la repubblica delle Banane, no: siamo molto oltre. Siamo nel giorno in cui al posto di Annozero va in onda “La carica dei 101″…

E in questo mondo “cartonato”, anche la scuola fa la sua parte con un fantasmatico scenario odoroso di mele caramellate, grembiulini blu e fiocchi bianchi, liceali che si tolgono il cappello al passaggio della fanfara e apprendisti e sartine quindicenni che tornano a casa a sera stanchi ma felici  (scusate 🙂 Ho avuto un’interferenza da libro Cuore) e via dicendo mentre nella vita reale il caos impera.

La Stampa denuncia corsi sbagliati, errori di assegnazione e intoppi informatici nell’avvio della famosa riforma epocale delle scuole superiori, al momento “formalmente” barcollante dato che, come rileva Italia Oggi

quello che è certo è che mancando alcuni passaggi perché i decreti siano definitivi, quali la firma del Presidente della Repubblica e il parere della Corte dei conti, ci vorrà ancora un mese di tempo perché siano pubblicati in Gazzetta. Una circostanza che fa dire alla Flc-Cgil che le iscrizioni vanno fatte in base all’attuale sistema.

Eh sì! Questi “comunisti” sempre a cercare il pelo nell’uovo. Cosa volete che sia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale? E’ l’intenzione quella che conta. C’è chi parla di situazione surreale [pdf], in cui non si sa a quali scuole si stanno indirizzando i propri figli con le iscrizioni che scadono il 27 marzo e con i regolamenti che non ci sono ancora…

C’è chi si chiede

1. Come è possibile realizzare una riforma epocale, senza oneri aggiuntivi per le spese dello stato, ma addirittura con significativi tagli sulle risorse finora attivate (o, meglio, sopravvissute alle precedenti potature)?

2. Qual è il quadro unitario della riforma , tanto epocale che deve essere promulgata a puntate da quasi due anni a questa parte, forse per evitare sconvolgimenti emozionali agli impreparati utenti?

Domande che lasciano il tempo che trovano, ovviamente. Una mera ricerca di cavilli in grado di fermare il nuovo che avanza. A scuola come all’università.

Anche lì, il Brunetta pensiero porterà ordine e disciplina e, soprattutto TRASPARENZA. Italia Oggi ce ne porta ancora un esempio:

Di ogni pubblicazione infatti si dovrà specificare la sua appartenenza ad una rivista scientifica, se invece si tratta di una monografia o se ha rilevanza internazionale o in quale paese è stata pubblicata. Ma non solo pubblicazioni, perché a passare sotto i raggi x sarà l’intera attività svolta dal docente. E quindi dovranno essere indicate il totale delle ore dedicate alla didattica frontale nell’anno accademico precedente, il numero degli esami registrati come titolare del corso, ma anche il numero di tesi di laurea o di dottorato di cui il docente in questione è stato relatore nel corso dell’anno.

Anche qui, l’aspetto virtuale del sistema. E quello reale? Eccolo qui:

Il campanello d’allarme per i frequentatori dei corsi del secondo semestre dell’ateneo napoletano lo suona il professor Paolo Caputo, presidente del Consiglio di Corso di Studi in Scienze Biologiche, indirizzando una lettera aperta agli studenti pubblicata sul sito della facoltà. «È mio dovere informarvi del fatto che quest’anno il secondo semestre, che inizierà il giorno 8 marzo, presenterà vari problemi organizzativi che si rifletteranno inevitabilmente su di voi studenti – scrive Caputo -. La maggior parte del corpo docente, me incluso, pur comprendendo la necessità di una riforma organica dell’Università, trova molto insoddisfacente il Disegno di Legge Tremonti-Gelmini; in particolare, i Ricercatori lo reputano fortemente penalizzante nella parte che li riguarda».

Come conseguenza, «i Ricercatori della Facoltà hanno deciso, in larga maggioranza e con varie modalità, di non tenere più corsi di insegnamento, cosa che, tra l’altro, non è un loro compito istituzionale». Tutto questo comporterà per gli studenti che di solito seguono nella sede di via Mezzocannone «accorpamenti di corsi, fusioni di gruppi, mutuazioni da insegnamenti tenuti a Monte Sant’Angelo e “spegnimento” di insegnamenti a scelta».

«Seguire le lezioni in questo semestre per voi sarà più difficile – conclude il docente -. Quanto vedrete in termini di disservizi, tuttavia, è da interpretarsi come riflesso del fatto che senza il contributo dei Ricercatori, che impiegano parte del proprio lavoro per tenere volontariamente i corsi, non ci è possibile offrire servizi didattici se non a livello ridotto…».

Tranquilli, comunque. Va tutto bene.

Annunci