Fuori dai denti: è possibile un ritorno alle scuole speciali?

Posted on 15 aprile, 2010

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Per puro caso, ho incrociato un titolo che mi ha agghiacciato anche se dell’argomento mi è capitato di sentirne parlare – in maniera più o meno esplicita – più di una volta ultimamente…

Il Corriere titola: Scuole speciali: a volte ritornano. E certo. Come negare l’evidenza di esperienze fallimentari dal punto di vista dell’integrazione scolastica? Le responsabilità sono molte e trasversali e vanno dall’utilizzo di docenti non specializzati su sostegno, al taglio delle compresenze e delle risorse (umane e non) a scuola, ad una cultura dell’integrazione che diventa sempre più flebile man mano che si sale su di grado, ad ASL carenti da molti punti di vista, ad una cultura civica in via di dissoluzione che se ne frega della presa in carico della famiglia, talvolta isolata anche nel contesto delle famiglie dei compagni di classe del proprio figlio…

Tutto questo è vero. Ma non c’è solo questo. Ci sono anche storie “finite bene” e ci sono bambini e bambine che hanno bisogno di stare con i “normodotati” perché esiste qualcosa che si chiama “zona di sviluppo prossimale” che va sfruttata appieno e perché l’integrazione scolastica è un traguardo di civiltà.

Capisco i genitori che si arrendono… Ma possiamo arretrare su tutto?

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