Crisi e indennità di accompagnamento

Posted on 19 maggio, 2010

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In un interessante articolo di oggi, Il Sole 24 Ore analizza il fenomeno della crescita delle indennità di accompagnamento,

fornita alle persone con il livello più elevato d’invalidità, che autonomamente non sono in grado di deambulare o di svolgere gli atti quotidiani della vita. È indipendente dalle loro condizioni economiche e dall’età. E’ pari a 480 Euro mensili e serve a sostenere le spese aggiuntive dovute alla non autosufficienza. Chi ha la pensione e vive la disabilità più grave riceve anche l’indennità di accompagnamento. La grande maggioranza degli utenti (3 su 4) è anziana, prevalentemente oltre i 75 anni, e la utilizza per remunerare la badante.

Dopo aver analizzato le cause principali di questo aumento (tra cui la mancanza di altri sostegni economici stabili per gli anziani autosufficienti), sottolinea come

il problema vero, pertanto, non [sia] la crescita della spesa bensì la bassa qualità della prestazione. Alle politiche per le persone non autosufficienti (disabili adulti e anziani) in Italia sono dedicati assai meno stanziamenti pubblici rispetto al resto d’Europa. I cambiamenti menzionati dovrebbero collocarsi nella prospettiva di sviluppo del settore, rafforzando l’indennità e incrementando l’esigua  offerta di servizi alla persona di Comuni e Regioni.

La lettura mi sembra propedeutica a quella del comunicato della FISH con cui si denuncia:

“In un quadro nazionale dove l’assenza di servizi è un dato oggettivo – ha affermato Pietro Barbieri, presidente della Fish – i circa 470 euro mensili dell’indennità di accompagnamento, sono la sola assistenza su cui può contare una persona con disabilità,”.

Questi fondi, in molti casi, coprono parte di un bisogno assistenziale che può richiedere, per una adeguata presa in carico, fino due o tremila euro al mese. Di conseguenza sono le famiglie, già oggi, a farsi carico dell’assistenza. Sottrarre reddito in questo ambito, significherebbe non riconoscere come ci sia un bisogno assistenziale in Italia.

I dati, che grande risalto hanno avuto nelle ultime ore, testimoniano un significativo aumento di persone che beneficiano di questo emolumento; minore attenzione è stata prestata all’evidenza che ciò sia dovuto soprattutto al progressivo invecchiamento della popolazione.

Nel caso di persone con disabilità dalla nascita, o che hanno riportato una disabilità in età scolastica o lavorativa, è bene ribadire come l’indennità di accompagnamento rappresenti uno strumento minimo per l’inclusione sociale. Senza di questa, moltissime persone sarebbero a serio rischio di segregazione, in casa, o in istituto.

“Rifiutiamo categoricamente ogni attacco indiscriminato alle indennità accompagnamento – ha affermato il presidente Barbieri – e su questo tema, la Federazione è pronta a valutare tutte azioni necessarie a contrastare una misura che andrebbe ad incidere, pesantemente, sulle vite di persone le quali quotidianamente affrontano discriminazioni e violazioni dei loro diritti”.

Passo e chiudo (che è meglio).

Update: aggiungo un pezzo di Orsa Tosta che ha postato sull’argomento.

…Detto questo va anche aggiunto che, in molti non sanno che, persone alle quali spetterebbe la certificazione di invalidità non ce l’hanno perchè, per esempio, nel caso di genitori il cui bimbo è fresco di diagnosi non viene detto loro da nessuno, possono passare anche anni prima di procedere con la richiesta cioè quando i genitori scoprono, grazie al passaparola, che esiste questo diritto (complimenti ai pediatri, per esempio!).

Idem nel caso di quei bambini la cui diagnosi è tardiva come nell’autismo o in quelle malattie che insorgono nella tarda infanzia-prima adolescenza come le distrofie muscolari. L’uomo della strada non sa che, almeno fino a prima del 1 gennaio di quest’anno, tra la richiesta dell’invalidità e la sua certificazione potevano passare anche 18 mesi – ma lo sanno bene quei genitori cui è capitato che, nell’attesa, il bimbo non ce l’abbia fatta.
L’uomo della strada non sa che in moltissimi, per questa fregola che prende gli uomini dei conti quando devono trovare dei soldi in poco tempo, sono stati richiamati a visita: persone in stato di gravità che per legge sono definiti disabili in maniera permanente (come le persone autistiche). E tu, genitore che appena respiri proprio grazie a quei quasi 500 euro mensili – l’uomo della strada non sa che le terapie, quelle che funzionano , uno se le deve pagare di tasca propria e ci sono famiglie che arrivano a spendere anche 2000 euro al mese! – di punto in bianco ti ritrovi senza indennità e devi anche restituire gli arretrati, almeno finchè la revisione non è stata effettuata…

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Posted in: disabilità