Nuovi barbari

Posted on 28 maggio, 2010

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Il testo “chiosato” dell’intervento del grande macellaio economista sul peso degli invalidi civili nella nostra economia è tratto dal sito Superando.it. Leggete con attenzione e fate leggere per essere consapevoli del baratro civile verso cui ci stiamo incamminando.

Da parte mia, vorrei ricordare a chi ci sta trascinando in questo Medioevo dei diritti, solo il refrain che ha caratterizzato il convegno Erickson 2009 sulla qualità dell’integrazione scolastica:

Signori politici, amministratori, responsabili istituzionali!
Signori sindacalisti!
Signori delle chiese e del terzo settore!
Signori dell’economia e della produzione!
Signori cittadini qualsiasi della nostra Italia!
Non dimenticate mai che la disabilità attraversa la vita, è nella vita, non è un destino fuori di noi.
Potrebbe capitarvi un giorno…

***

Qui di seguito i virgolettati del ministro dell’Economia Giulio Tremonti – durante la conferenza stampa di presentazione della manovra finanziaria, del 26 maggio (ore 19 circa) – nelle parti in cui si esprime sull’invalidità civile. Abbiamo chiosato ogni brano con alcune nostre note, per rendere più “comprensibili” le argomentazioni del Ministro. Ai Lettori il giudizio.

Ministro:
«Sulle Regioni la riduzione è abbastanza consistente. Ma non insostenibile. Si parla di 4, 4.5 miliardi. Beh, lì cosa c’è dietro? Uno dei fenomeni che vi fanno capire perché questo continente e il nostro Paese deve cambiare: le pensioni di invalidità. Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi. Su 60 milioni di abitanti, escludendo i giovani e le persone che per definizione non sono così invalidi (salvo incidenti). 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo».
Nota: Le prestazioni economiche derivanti da minorazioni civili sono state, nel 2009, 2.637.394 (Fonte INPS). La cifra non corrisponde, ovviamente, al numero di invalidi che è inferiore, non essendo infrequente che a un Cittadino in possesso dei requisiti sanitari (ad esempio al cieco assoluto) vengano riconosciute indennità e pensione.

Ministro: «L’altra cosa impressionante: non è che abbiamo 2.7 milioni di invalidi, ma che il costo delle pensioni di invalidità è salito a 16 miliardi. Un punto di PIL ogni anno vanno agli invalidi…».
Nota: L’Italia per l’invalidità (comprese le pensioni di reversibilità) spende l’1,5% del proprio PIL. La Germania spende il 2%, la Francia l’1,8, il Portogallo il 2,3, la Polonia l’1,7, il Regno Unito il 2,4. La media nell’Europa dei 15 è il 2,1%. Spendono meno dell’Italia la Grecia, la Bulgaria, l’Estonia e la Romania (Fonte: “Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese – 2009”, a cura del Ministero dell’Economia – Volume I, pp. 72-73). Sempre secondo elaborazioni del Ministero dell’Economia, l‘evasione fiscale incide per il 22% del PIL…

Ministro: «E questo è stato un effetto negativo del federalismo fiscale inventato dalla Sinistra col Titolo V».
Nota: La valutazione degli stati invalidanti viene effettuata ricorrendo a un Decreto Ministeriale (e non a un provvedimento regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni è comunque rimasto allo Stato, prima attraverso le Commissioni del Ministero del Tesoro, ora attraverso l’INPS. I requisiti reddituali vengono stabiliti dallo Stato e non dalle Regioni. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato attraverso l’INPS e non le Regioni. La riforma del Titolo V della Costituzione non è una riforma di natura fiscale.

Ministro: «Cosa è stato? Che le tabelle di invalidità sono state rese più generose, e quindi era invalido non solo uno che aveva una vera invalidità, ma anche delle malattie, dei difetti magari non invalidanti davvero».
Nota: Il Decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992 che fissa le percentuali di invalidità e le modalità di valutazione è vigente da 18 anni e non ha subìto alcuna modifica legislativa.

Ministro: «Chessò: il fischio all’orecchio è una causa di invalidità; è molto fastidioso, ma che debba essere causa di pensione di invalidità come se fossi davvero invalido magari è troppo».
Nota: Gli “acufeni permanenti o subcontinui di forte intensità e insorti da più di tre anni” – sintomo più assimilabile al “fischio all’orecchio” – sono effettivamente previsti come invalidanti dal già citato Decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992. Viene prevista una percentuale fissa di invalidità pari al 2%. Il minimo per essere considerati invalidi è il 33%. Il minimo per avere diritto ad un assegno è il 74%.

Ministro: «Poi c’è una differenza incredibile da Regione a Regione. Ci sono Regioni, chessò [come] l’Umbria che ha 8.5 di invalidi in percentuale; le Marche, la Toscana dice la sua».
Nota: In Umbria sono stati rilevati 6,52 invalidi civili ogni 100 abitanti (Fonte: “Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese – 2009”, a cura del Ministero dell’Economia, volume II, p. 276).

Ministro: «Non è un fatto Nord-Sud o Destra-Sinistra. La Sicilia è più bassa di altre Regioni. E comunque c’è dietro una realtà che è degenerata negli ultimi anni, perché siamo passati da una spesa di 6 miliardi nel 2001-2002 a 16 miliardi. C’è dietro qualcosa di insostenibile. Cosa può fare il Governo col suo decreto? Non può, deve fare una nuova procedura rigorosa di controlli da qui in avanti. Sanzioni vere, tabelle che tornano ad essere serie e non da non essere convincenti, controlli su chi ha avuto le pensioni per vedere se è iscritto a circoli sportivi, se guida la macchina (e la casistica è impressionante di recuperi). Ma non basta, perché su chi ha preso la pensione di invalidità, pur sulla grande generosità delle nostre Regioni, e sulla generosità delle tabelle, tuttavia non gli puoi chiedere indietro i soldi».
Nota: La pensione a un invalido totale è pari a 256,67 euro al mese. L’indennità di accompagnamento a un disabile che non è in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita è di 480,47 euro al mese…

Ministro: «Non puoi andare da uno che ha avuto la pensione vera su una malattia non invalidante – ma la pensione vera […] c’è – non puoi negargli un diritto che ha acquisito. La scelta che abbiamo fatto è chiedere alle Regioni un sacrificio anche in conto pensioni di invalidità. Per il Titolo V della Costituzione le pensioni di invalidità sono materia delle Regioni. Allora invece di chiedere indietro i soldi alle famiglie che hanno preso – magari generosamente – delle pensioni, chiediamo alle Regioni di accollarsi una quota di sacrificio per questo. Tutti devono concorrere. Le Regioni concorrono un pochino in più, perché c’è dietro questa causale».
Senza commento.

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Posted in: bugie, disabilità