MoodleMoot 2010 Bari: luci e ombre (di Francesco Leonetti)

Posted on 5 luglio, 2010

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Avevo già dato notizia del MoodleMoot e dell’intervento di Francesco. Per chi volesse sapere come è andata a finire, riporto qui la nota da lui postata su FB. Del resto è tra i relatori dell’ebookfest

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Quest’anno il MoodleMoot si è tenuto a Bari, al Politecnico, nel Campus Universitario. Era una vita che non andavo al Campus. Sono entrato dall’ingresso di via Orabona, quello che prendevo per dare gli esami di analisi matematica e di fisica. Come un veterano reduce di guerra, sono tornato a vedere il campo di battaglia. L’aula, le lavagne scorrevoli, i gessi, le sedie. C’era tutto. Anche le gomme appiccicate sotto i banchi e le incisioni graffitare con soggetti politici, calcistici, esortazioni sessuali e altri suggerimenti didattici. Non era cambiato niente. Bene. Solo dal soffitto penzolava un videoproiettore che evidentemente ora sostituiva la lavagna luminosa a manovella, quella con il rotolo di lucidi che scorreva e rendeva ogni teorema, dimostrazione, enunciato, come i titoli di coda di un film che non avremmo voluto vedere.

Siccome ero in ritardo, non potevo indugiare troppo in questo romantico amarcord e dovevo cercare la via per il MoodleMoot. E qui cominciarono i problemi. Dov’è? Indicazioni zero. Anzi, trovandosi in contesto matematico e ingegneristico, le indicazioni tendevano a zero man mano che la mia posizione tendeva al luogo del convegno. Attorno a me vedevo persone che rimbalzavano da un corridoio ad un altro, persone irsute e canute che non avevano né l’aria di docenti, né di studenti indigeni, erano avventori del convegno come me. C’era chi aveva gia’ percorso per ben due volte il giro del plesso e si chiedeva ad alta voce perché dopo le Aule H-I-L seguono le O-P-Q? Che è successo alle M e N? Ma soprattutto, dove sono le aule A-C-D-E? (l’aula B non l’abbiamo mai trovata e non la nomino) E il blocco di aule 5-6-7-8-9? Mistero. Come un predatore mi lascio guidare dall’istinto seguendo l’odore del buffet. Dove c’è un buffet, c’è un convegno. Infatti riesco a rintracciare in questo modo il “registration desk”, stampato su foglio A4 in Times New Roman corpo 92, allineamento centrato, orientamento orizzontale. Mi trovo giusto quando stava per iniziare il collegamento in videoconferenza con Martin Dougiamas, il guru di Moodle. Lui si trova a Perth in Australia e giustamente hanno pensato di farlo intervenire via… skype. Ok, Skype non è male. Certo, dipende dalla connessione. Magari avevano riservato una connessione a banda larga dedicata a questo solo collegamento. Un buon router riesce a fare queste cose, volendo. No. A quanto pare veniva usata la stessa connessione con la quale le centinaia di studenti in giro per il politecnico (che niente sapevano di questo MoodleMoot, tra l’altro) andavano trastullandosi per Facebook, google, eccetera. Risultato: “hello Martin!” – “go…d mo…ng” – “Can you hear me?” “I don’*.szlk …. bzz…. ” “Hello?”. Eccetera. Qualcosina alla fine si è vista e si è capita, per carità. Ma l’andazzo è stato quello.

Ok, torniamo alle aule 5-6-7-8-9 perché è lì che dovevo tenere il mio intervento. Dalla mappa che ci è stata consegnata (una stampa ottenuta dalla veduta satellitare di google maps dell’area del politecnico, perfettamente inutile a meno di non essere degli esperti della CIA nel decifrare orientamenti, posizioni e tipologie di edifici. E pure loro ogni tanto sbagliano, bombardando un ospedale crededendolo un magazzino di armamenti), si intuiva che le aule 5-6-7-8-9 erano da un’altra parte. Dove, però, non si capiva. Prendo coraggio e comincio a muovermi. Dopo diversi giri a vuoto mi decido a chiedere ad uno studente, seduto su una panca in posizione yoga con il portatile appoggiato sulle nocche delle ginocchia. Un equilibrio psicofisico che mi dispiaceva interrompere, ma dovevo farlo. Mi spiega grosso modo dove – secondo lui – dovevano essere queste aule. Mentre percorro le vie che mi ha indicato, incontro uno che sembrava essere dell’organizzazione. Lo fermo e gli dico: “ma mettere delle indicazioni, delle frecce, no?” Mi risponde: “abbiamo finito le frecce”. Proprio così, giuro. Ora, non so quanto Tremonti abbia tagliato alle Università, ma secondo me anche organizzando una colletta e poi tenendo conto che avevo pagato 160 Euro al MoodleMoot come quota di partecipazione al convegno una cosetta di soldi per stampare delle indicazioni come si deve potevano racimolarla (strano tra l’altro che i relatori debbano pagare, altrove sono gli organizzatori che mi invitano a pagarmi, ma vabbè…). Ad ogni modo, siccome a mia volta avevo finito i “vaffanc…o” lo lascio andare senza troppo infierire.

Finalmente arrivo nella mia aula. Come me, alla spicciolata, arrivano trafelate, con l’aria di naufraghi che toccano terra, le altre persone che avevano deciso di seguire il “workshop”.

In breve si crea una bella folla, l’aula si riempie e decidiamo di iniziare.
Racconto e presento quello che ho pubblicato qui:
http://www.espertoweb.it/articolo.php?id_articolo=risorselim

si avvia una intensa discussione, guidata da Rosa Pastore del Marco Polo di Bari che teneva un po’ le fila del discorso. Ora cominciavo a divertirmi. Ok, valeva la pena esserci, nonostante tutto.

Gli insegnanti sono una razza strana. Bistrattati, mortificati, umiliati, ma con un senso della dignità, con una passione per il loro mestiere che spesso sfocia nell’amore, che mi lascia sempre spiazzato. La scuola italiana sopravviverà grazie a loro, Gelmini se ne faccia una ragione. Il suo piano e quello di Tremonti fallirà. La scuola pubblica resisterà.

Ho visto docenti di matematica che hanno mostrato lezioni multimediali prodotte insieme ai loro alunni (brava prof. Cassa!), docenti che con fervore invitavano a non rimanere chiusi in se stessi, a fare della condivisione tra pari la forza con la quale ristabilire la qualità dei contenuti della scuola.

E’ l’effetto collaterale – importante – dell’uso di tecnologie come Moodle, LIM, etc. a scuola.

Questa, credo, sia l’unica cosa utile che ho imparato da questo MoodleMoot. Mi basta e ne sono molto soddisfatto.

Grazie a tutti coloro che sono passati a salutarmi e stringermi la mano.
Grazie davvero, in particolare agli amici del Master in e-Learning dell’UniTuscia e ai corsisti di EspertoWeb, persone davvero speciali!
Grazie inoltre a Fabio Ballor e alla comunità exeLearning con cui stiamo mettendo in cantiere iniziative molto interessanti e da non perdere!

Per tutto il resto, stendo un velo pietoso.

Alla prossima!

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Posted in: ebookfest, ltever, Moodle