Odore di gesso e odore d’arena

Posted on 7 settembre, 2010

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…Non più riflessioni fra di noi su metodologia, didattica, saperi, conoscenze, ecc. Bensì riflessioni su come fare quadri orari mostruosi che consentano di far quadrare il cerchio del riempire, con i docenti disponibili (rimasti!), le ore e i buchi inevitabilmente creati dall’ organico del “maestro unico” gelminiano…
Nell’aria che sa di gesso, c’è odore d’arena!
Insegnanti tesi, allarmati, sconsolati, umiliati; scontri per difendere la voglia di insegnare che è in ogni buon docente…tre ore e mezzo (alla settimana) di italiano in prima elementare, poco meno di matematica, matematica su tre classi, 75 alunni, 150 genitori (mamme e babbi) con i quali relazionarsi, un’ora tirata per materie ormai divenute totalmente cenerentole; docenti di classi seconda, terza, quarta, quinta, a sostenere i team delle prime per aiutarli a completare l’orario entrando a gamba tesa per un’ora a insegnare una materia rimasta scoperta…e via dicendo…
La mente è rivolta al futuro prossimo, alle alunne, agli alunni, alle loro famiglie desiderose di un buon curricolo di studi a partire dall’inizio e la coscienza vomita senza essere vista, ma duole constatare che nessuno all’esterno sa, nessuno veramente si rende conto del disastro in cui versa la scuola…Fa indignare che si voglia ancora sostenere la validità di autovalutazione, valutazione, test Invalsi, lotta alla dispersione proprio nel momento in cui si usa la mannaia per tagliare ciò che è stato già ripetutamente tagliato.

Ma che merito c’è nell’ubbidire, nel tacere, nel mettere la testa sotto la sabbia dinanzi al cupo quadro che ogni giorno (e siamo soltanto al principio!) fa orrenda mostra di sé come quello di Dorian Gray?
Stupro alla cultura dell’inizio, violenza bianca, invisibile, strisciante che segnerà i figli di tutti.

Claudia Fanti

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Posted in: da meditare, maestre