WIKISAPERI: condividere la conoscenza per liberarla

Posted on 30 ottobre, 2010

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27/10/2010: un nuovo percorso

Appello all’università: costruire l’alternativa

Il ddl Gelmini rischia di essere l’ultimo capitolo della lunga serie di attacchi che l’università pubblica italiana ha subito negli ultimi anni. Dopo anni di interventi mirati all’indebolimento progressivo del sistema formativo e del suo ruolo nel tessuto democratico nazionale, il governo ha scatenato un’offensiva a tutto campo. La conferma dei tagli della 133/08, l’ingresso del 40% di privati nei consigli di amministrazione, la limitazione delle già insufficienti forme di rappresentanza democratica, l’introduzione del prestito d’onore con la trasformazione di diritti in debiti, la messa ad esaurimento dei ricercatori, l’ulteriore precarizzazione della ricerca, imposte d’autorità dal governo a tutti gli atenei, sancirebbero la fine dell’università pubblica italiana.

Non possiamo però permetterci di cadere nella trappola di chi vorrebbe farci scegliere tra privatizzazione e conservazione, tra la difesa dell’ordine baronale che da sempre contestiamo e l’imposizione di un dominio aziendale altrettanto iniquo. Abbiamo la responsabilità di contrapporre all’offensiva governativa un’opposizione che guardi avanti e che rilanci la sfida per il futuro. Se vogliamo davvero fermare la Gelmini dobbiamo rispondere colpo su colpo e spostare più in alto l’asticella della sfida: all’attacco alla rappresentanza rispondere con nuovi modelli di partecipazione democratica; al taglio del diritto allo studio opporre un nuovo welfare studentesco che sappia garantire a tutti l’accesso al sapere.

La mobilitazione del mondo della conoscenza, l’indisponibilità dei ricercatori, non solo hanno svelato quanto grave fosse la crisi dell’università pubblica, quanto corta fosse la coperta che voleva nascondere l’effetto dei tagli, ma soprattutto tale protesta ha aperto uno spazio di speranza, uno spazio di vittoria possibile. Lo slittamento del ddl 1905 (ora ddl 3687) a dopo la sessione bilancio ci impone un maggior impegno per aprire uno spazio pubblico di discussione sull’idea di università e ricerca. Non si tratta di discutere dell’alternativa al solo ddl Gelmini, ma di come invertire la tendenza di un processo pluriennale di smantellamento e privatizzazione dell’università italiana.

Non possiamo pensare di impegnare le discussioni assembleari delle prossime settimane con la semplice, per quanto radicale critica al ddl. Non possiamo pensare di arrivare alla discussione parlamentare della riforma Gelmini senza una proposta alternativa complessiva. La sfida è che “dalla protesta alla proposta” non sia solo uno slogan, ma una pratica concreta. Per questo proponiamo di dar vita in ogni ateneo, facoltà in mobilitazione, a dei laboratori per l’AltraRiforma, spazi aperti alla discussione di studenti, ricercatori, lavoratori, precari, in cui costruire proposte estremamente concrete, capaci di rendere reale l’alternativa. In tale percorso ciascuno metterà a disposizione di tutti le proprie idee, elaborazioni, e specificità, senza priorità e paletti che non siano la costruzione di un’università pubblica e di qualità…

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