Oltre le rovine circolari

Posted on 29 dicembre, 2010

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Nessuno lo vide sbarcare nella notte unanime, nessuno vide la canoa di bambù incagliarsi nel fango sacro…

A differenza di altri anni e di molti altri blogger non ho scritto nulla in occasione della feste natalizie. Ho abbandonato computer e cellulare e sono scappata in campagna a curare il fuoco del camino. Avevo bisogno di silenzio e di allontanarmi dalle piccole e grandi beghe in cui ci impelaghiamo fuori e dentro la Rete, quasi ci avanzassero le energie in quantità tale da sprecarle in maniera così ottusa.

L’uomo grigio baciò il fango, montò sulla riva senza scostare (probabilmente senza sentire) i rovi che gli laceravano le carni, e si trasse melmoso e insanguinato fino al recinto circolare che corona una tigre o cavallo di pietra, che fu una volta del colore del fuoco ed è ora di quello della cenere.

Avevo bisogno di recuperare le forze fisiche, prima di tutto. A quelle spirituali ci avrei pensato dopo.

Lo straniero si stese ai piedi della statua. Si svegliò a giorno fatto. Constatò senza stupore che le ferite s’erano cicatrizzate; chiuse gli occhi pallidi e dormì, non per stanchezza della carne ma per determinazione della volontà.

Curare il fuoco, dicevo… Si possono passare ore a farlo senza rendersene conto. E le fiamme non perdono mai quel potere ipnotico che discioglie i pensieri disperdendoli in una danza ancestrale, lontana e primitiva.

Al principio i sogni furono caotici; poco dopo, di natura dialettica.

Poi c’è il sonno nel silenzio ovattato della campagna, protetto dal tepore del piumone e punteggiato dallo stormire degli uccelli nella luce nuova del mattino. E di nuovo il fuoco, per scacciare da casa il freddo della notte e preparare la brace per la cucina.

Nel sogno o più tardi, da sveglio, l’uomo considerava le risposte dei suoi fantasmi…

Tornerò nuovamente nel mio rifugio, per qualche giorno, appena potrò. Molti sogni non ci sono più e questo non è necessariamente un male: altri sono lì pronti a nascere. Però volevo farvi gli auguri, cari tutti che mi leggete dall’altra parte dello schermo. Non ho dimenticato Speculum maius né chi si ostina a seguirlo. Ringrazio la nutrita schiera di lurker 🙂 che spesso mi scrivono in privato per dirmi che mi leggono e quanto piace loro questo blog.

Grazie anche a quelli che mi hanno inviato gli auguri e a cui non ho risposto. Sorry! Ero assente 😉 ma ho apprezzato il pensiero.

Un fantastico 2011 a tutti noi, ragazzi e ragazze! Ce lo meritiamo!

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Credits: chi vuole leggere il testo di Borges per intero, lo può trovare qui; l’immagine è di sergione1976.

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