Noi non toglieremo il disturbo

Posted on 27 febbraio, 2011

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Scopro grazie a una nota di Arturo Ghinelli via Facebook, l’iniziativa del collettivo di redazione del Canovaccio del MCE Sardegna per reagire all’attacco senza precedenti che da più parti sta colpendo la scuola pubblica, con particolare accanimento nei confronti della (ex) scuola elementare massacrata fin dall’inizio con una ferocia inaudita.

Scrive Arturo:

L’occasione è stata un libretto di Paola Mastrocola “Togliamo il disturbo”. C’è stato un rimbalzo in vari media: una intervista alla televisione, una intervista a radio 3, articoli sul corriere della sera ecc. ecc.

Ci si approfitta di contraddizioni e disagi reali di chi oggi lavora in quell’inferno che è diventata la scuola, per fare una operazione completa di restaurazione, anzi di più.

La colpa principale è della scuola primaria e della sua … “creatività” (affermazioni della Mastrocola alla radio). Invece di chiedersi come mai l’insegnamento alle superiori appare così scollegato ormai dallo sviluppo della società e quindi metterlo in discussione, si preferisce fare un passo indietro, anzi due: bisogna abolire la creatività e la scuola di massa.  Nei vari articoli di rimabalzo vengono attaccati Don Milani e la scuola di Barbiana, viene attaccato Gianni Rodari ecc.

Gli studenti non studiano più come una volta, ergiamoci quindi a baluardo dell rigore, del sacrificio e del dovere, facciamo una scuola di superélite e due scuole di carne da macello. E nella scuola di superélite, finalmente in silenzio acquisito, spiegheremo ai vasi vuoti che sono gli studenti le bellezze del pensiero astratto, senza possibile contradditorio.

Sul sito del Canovaccio è stata dunque velocemente approntata una pagina chiamata  “noi che non vogliamo togliere il disturbo”.

In questa pagina abbiamo cominciato a riversare, dopo contatti telefonici, articoli recenti di Roberto Maragliano e una intervista altrettanto recente a Silvano Tagliagambe (due dei sei saggi della famosa commissione). A breve immetteremo una recensione assai critica del libretto in questione e il riferimento ad esperienze concrete che mostrano esattamente il contrario. Bisogna, crediamo, aprire immediatamente il dibattito. Non è da fare la solita distinzione reazionario-progressista, con schieramenti ideologici connessi. E’ invece da discutere sul serio, documenti alla mano, esperienze concrete alla mano di quale scuola vogliamo e  quale scuola sia opportuno oggi fare per sviluppare concretamente la nostra società.

Colleghe e colleghi… fatevi avanti!

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Posted in: ltever, maestre, scuola