Questione di punti di vista

Posted on 22 marzo, 2011

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Stavo facendo una ricerca sulla scrittura controllata, quando sono inciampata in questo post di Rossella Grenci dal titolo Dalla parte di un bambino Asperger, in cui ci ricorda le difficoltà dei neurotipici (che saremmo noi) ad accettare le diversità neurobiologiche altrui. Rilancio per questo il testo di Paolo Cornaglia Ferraris – Dicono che sono Asperger – invitando i miei lettori, casuali e non, a scoprire quanto è importante cambiare punto di vista, per comprendere meglio la nostra maniera di guardare il mondo. 🙂More about Dicono che sono Asperger

Ho dieci anni e sono un bambino che va a scuola, come tutti gli altri. Ma non sono proprio “uguale-uguale” ai miei compagni, perché loro degli animali non s’interessano come me, e fanno giochi che non mi divertono tanto. Certe volte io non li capisco bene i giochi degli altri bambini. O meglio, sono gli altri che non giocano come me e sono diversi. Giocano in un modo strano. Allora io li guardo e me ne sto da parte. Oggi mi hanno detto che ho un disturbo che si chiama “Asperger”, o almeno credo che si scriva così. Io non sono proprio convinto di avere un disturbo e anzi credo che il disturbo ce l’abbiano gli altri, cioè loro, quelli che non si interessano di animali, oppure usano “giochi di parole”, che sarebbero frasi che non vogliono dire nulla, fatte apposta per confondermi…

Ah, dimenticavo, se avete un bambino come me in classe, non trattatelo male! Non è mica colpa nostra essere Asperger. Semmai è colpa vostra che non sapete neppure cosa vuol dire!

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