Rigorosamente… a mano

Posted on 20 maggio, 2011

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Tra le varie discussioni che si intrecciano attorno ai famigerati test INVALSI, l’argomento correzione è forse quello che sta facendo imbestialire maggiormente i docenti grazie all’ottusità con cui si dirigono queste “grandi manovre”.

Ricordo che il mio prof di psicologia usava i test a crocette per scremare il numero dei candidati all’esame ed era ovviamente molto veloce nella correzione. Scrivo “ovviamente” perché uno dei vantaggi di usare uno strumento del genere è proprio quello di poter correggere il tutto in automatico, grazie ai fogli appositi.

Agli insegnanti, invece, tocca fare il lavoro immane (nonché idiota) di tabulare “a mano” i risultati delle rilevazioni…

Giustamente Leonardo osserva

perché il Ministero continua a usarmi per fare qualcosa che una macchina saprebbe fare molto meglio di me, ovvero “tabulare dei dati” (in pratica, mettere crocette sui pallini)? Di sicuro non mi sono laureato e abilitato per questo, ma lasciamo stare l’aspetto umiliante della questione (che comunque c’è). Siete davvero interessati ai dati delle prove Invalsi? E allora perché li fate inserire da insegnanti – non tutti sessantenni presbiti, certo, ma che non hanno mai fatto una cosa del genere nella loro vita? È chiaro che la percentuale di errori umani sarà altissima. Inutile poi lamentarsi dei boicotaggi…

E questo lavoro da amanuense, va fatto anche per il registro e – lo ricordo a chi magari non lo ha neanche mai saputo – per le cedole dei libri di testo della scuola primaria. Alcuni dirigenti ti permettono di incollare i fogli sul registro, siglati uno per uno, ma altri pretendono che venga riportato tutto… in bella scrittura.

E così scopriamo

che i prof italiani, nel 2011, a quasi trent’anni da War Games, i voti li mettono ancora a mano su un registro cartaceo. Vi sembra una cosa normale? A me non sembra normale. A me sembra uno degli indizi più impressionanti della crisi della scuola. Fuori è tutto informatizzato da almeno dieci anni, dentro non ci si pone ancora il problema. Eppure i computer a scuola di solito ci sono. A volte sono perfino cablati o connessi via wi-fi. Li usiamo per scaricare la posta. Abbiamo tutti un account di posta elettronica, almeno quello che ci ha dato il ministero. Ci mancherebbe, avere la posta elettronica oggi è il minimo. Avere un registro elettronico no, è ancora fantascienza.

Attenzione, sto parlando di una cosa che si potrebbe fare a costo zero: vai su Google documenti, apri un foglio elettronico, fine. Oltre a non essere così difficile da imparare a maneggiare (noi insegnanti facciamo abitualmente corsi di aggiornamento su argomenti più complessi) un registro elettronico diventa quasi subito più semplice da usare del cartaceo. Però alla fine dell’anno devi consegnare il cartaceo, quindi, chi te lo fa fare?

Meditate, gente, meditate…

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