Lettera aperta su Sostegno e Integrazione scolastica

Posted on 19 giugno, 2012

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– Ministro dell’Istruzione Dott. Francesco Profumo
– Referente Miur per l’integrazione scolastica , Uff. VII, Dirigente Dott. R. Ciambrone
– Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione – Dott. Andrea Riccardi
– Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali/ delega Pari Opportunità – Prof.ssa Elsa Fornero
– Corte dei Conti – Presidente Dott. Luigi Giampaolino
e p.c.:
Osservatorio Permanente per l’integrazione scolastica delle persone disabili – Avv. Dott. Salvatore Nocera
Associazione Tuttiascuola – Presidente Dott. Antonio Nocchetti
Coordinamento Scuole Elementari di Roma
Gruppo Sostegno No Tagli – Milano
Gruppo docenti specializzati sul sostegno Sicilia – Prof. G. Crisà
ABC Sardegna – Referente Scuola
Comitato Docenti Specializzati Sostegno Sardegna
AGE Toscana – Presidente Rita Di Goro
AGE Nazionale
Blindsight ONLUS – Presidente Laura Raffaeli
Ledha – Lega per i diritti delle persone con disabilità – Donatella Morra
ReteScuole
Comitato per la Scuola Pubblica – Padova e Provincia
Coor.to Nazionale Comitati e Genitori della Scuola
Dott. Claudio Imprudente
Dott. Gian Antonio Stella
Dott. Franco Bomprezzi
Dott. Salvo Intravaia
Dott. Vito Biolchini
Dott. Luca Telese
Redattore Sociale – Stefano Caredda
Superando – Stefano Borgato

Verona, 28.05.2012

Siamo un’associazione di genitori, ci occupiamo della tutela dei diritti delle persone disabili nel nostro Paese.

Nel seguire con estrema attenzione le svariate dichiarazioni nonché i provvedimenti che l’attuale Governo sta dispensando in materia di integrazione scolastica e sostegno, constatiamo la progressiva erosione dei diritti degli alunni e studenti con disabilità e ci troviamo pertanto costretti a chiarire alcuni aspetti.

Nessun motivo, di tipo economico, può limitare o abrogare i diritti sanciti dalla legislazione vigente, frutto di decenni di lavoro, riguardante le persone disabili. In primo luogo ci riferiamo ai diritti all’istruzione e allo studio, esplicitati e normati dagli articoli 12-16 della legge 104/92, che in troppi (quand’anche “tecnici”), sembrano non conoscere o, peggio, disconoscere.

Non possiamo rimanere indifferenti né inattivi al vedere trasformati i nostri figli in voci di spesa, che possono essere ridimensionate o addirittura espunte da qualcuno che tiene in mano una calcolatrice, come successe più di 60 anni fa Germania.

I nostri figli sono cittadini di questo magnifico Paese che si chiama Italia e sono PERSONE.

Siamo stanchi di leggere, magari sui siti istituzionali frasi come:

“L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola dell’autonomia persegue attraverso una intensa e articolata progettualità, valorizzando le professionalità interne e le risorse offerte dal territorio.” (http://www.istruzione.it/web/istruzione/disabilita)

E, poi, dai media apprendiamo che: “Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi. Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata”.

Non accettiamo lo svuotamento dello Stato: non serve ai cittadini “abili”, figuriamoci ai nostri figli!

Nell’ambito del sistema scolastico, i nostri figli (che, secondo i dati statistici, ammontano a quasi 200.000 unità frequentanti la Scuola Pubblica Italiana) sono persone con bisogni educativi complessi; affiancar loro docenti non adeguatamente formati, preparati e motivati, oltre a costituire un reato per l’ignorare la Legge 104/92, deprime i valori basilari per la didattica di sostegno: qualità e continuità didattica.

I nostri figli non possono patire trattamenti discriminatori di nessun ordine e grado perchè “L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap.” (comma 4, art. 12)

Come associazione, lo scorso settembre, abbiamo lanciato una campagna denominata “GLH in tutte le scuole, si può fare”. I Gruppi di Lavoro sull’Handicap sono sempre previsti dalla Legge 104: ancora nell’anno scolastico 2011-12 (e cioè a distanza di 20 anni dall’approvazione di detta legge), in molte scuole italiane i GLH, scandalosamente, non esistono.

In tal modo le famiglie sono escluse a priori da quel concetto che è la base fondante della progettualità intorno all’alunno disabile; gli specialisti che dovrebbero seguirlo neanche si presentano (o interpretano la faccenda come uno dei tanti adempimenti burocratici connessi alla professione), continuando a stilare diagnosi funzionali lontane anni luce dal concetto di disabilità e dal modello progettuale dell’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) del 2001.

L’ICF è stato elaborato in sostituzione delle classificazioni precedenti (ICIDH ed ICIDH-2) con l’obiettivo di spostare l’attenzione da un’ottica “negativa” centrata sul problema ad un’ottica più “neutra”, focalizzata sulle condizioni di salute in generale, “buone” o “cattive” che siano. La disabilità è stata pertanto inquadrata come il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, fattori personali e fattori ambientali che rappresentano le circostanze in egli vive. Ne consegue che ogni individuo, date le proprie condizioni di salute, può trovarsi in un ambiente con caratteristiche che possono limitare o restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale. E’ paradossale che la scuola faccia di tutto per porsi come ostacolo invece che come facilitazione al processo di inclusione dei nostri ragazzi.

Infine: le ore di sostegno, che dovrebbero essere assegnate secondo chiari e precisi criteri invece neanche rispettano l’indicazione standard del rapporto di 1 docente ogni 2 alunni ma addirittura abbiamo la prassi di un docente ogni 4 (Lazio, Lombardia, Sicilia)!

Le famiglie ricorrono al TAR e tutte vincono e il MIUR è costretto a pagare tutte le spese di risarcimento.

Quanto costa allo Stato tutto questo? Quante risorse vengono sottratte al bilancio? Quei milioni sprecati ogni anno in questi modo quanti stipendi di docenti SPECIALIZZATI per il sostegno pagherebbero?

A causa dell’ignoranza sinanco delle Linee guida per l’integrazione scolastica, emanate proprio dal MIUR, si verificano grotteschi balletti sulle rispettive competenze dei vari enti coinvolti, per cui assistiamo a vergognose vicende dove l’alunno disabile non ha il trasporto, non ha l’assistente materiale non può magari fermarsi a scuola all’ora di pranzo o, perchè nessuno sa chi deve somministrare il farmaco salvavita, non può neanche frequentare la scuola – per citare la casistica più eclatante e purtroppo più numerosa.

Il modello della nostra scuola, tanto invidiato all’estero, dove invece ci sono ancora le scuole “speciali” in cui vengono ghettizzati gli alunni disabili, non funziona nella maggior parte delle scuole italiane. E questo non succede tanto per mancanza di risorse quanto per mancanza di volontà, buon senso e conoscenza di quelle norme che dovrebbero essere alla base di tutto il sistema. E forse anche per la mancanza di quella cultura dell’inclusione che proprio la Scuola Pubblica è chiamata a creare.

Cultura dell’INTEGRAZIONE.

Le norme per farla funzionare esistono da tempo, serve applicarle senza inventare alcunché.

E questo non implica nessun esborso economico, anzi probabilmente si verificherebbe il contrario!

CHIEDIAMO perciò a VOI

una profonda riflessione, premessa imprescindibile per un’azione concreta, che si traduca in un tavolo di confronto paritario tra Voi e le cosiddette parti sociali a rappresentanza di TUTTO il mondo della disabilità italiana coinvolto nel settore dell’integrazione scolastica, nel più breve tempo possibile.

In attesa di Vostra cortese e competente risposta ci congediamo, fancendovi riflettere sul fatto che nessuno sceglie di nascere disabile. Accade. E accade indistintamente a chiunque, anche nel corso della vita.

Una società civile e sana non fa differenze verso nessuna categoria, soprattutto quelle più deboli.

Confidando nel Vostro ascolto, attendiamo fiduciosi Vostra risposta.