Stanchi ma non arresi.. [reloaded]

Posted on 28 gennaio, 2013

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Ci sono dei post che rimangono – sfortunatamente – sempre attuali, a riprova dell’immobilismo che affossa la nostra società e le nostre menti.

Il 2 dicembre 2010, Marisa Melis – referente sarda dei Genitori Tosti – scriveva:

Stanchi, di dover sempre rendere conto a tutti, per la disabilità dei nostri figli.
Continuamente scrutati, osservati, analizzati, test a destra e a manca, per valutare i nostri figli, che non hanno avuto la fortuna di nascere “perfetti” (cosa è la “perfezione”?)
Troppi sani per percepire le indennità di accompagnamento (non sia mai!!! Camminare e parlare, per certe commissioni preposte al giudizio, vuol dire essere al top della vita)!
Troppo INDIETRO o DEFICIENTI (decidete voi) per fare percorsi scolastici ai livelli minimi: meglio incanalare in programmazioni differenziate……
Non provate neanche a dare fiducia a questi ragazzi e dare a loro la possibilità di provare o meno a farcela????
Fossero vostri figli, ragionereste in modo diametralmente opposto!
Ah, dimenticavo, questa ultima perla di stamattina: “Se diamo percorsi differenziati è per proteggerli”.
Se pure li BOLLATE per tutta la vita …. che vi importa? Tanto, non sono VOSTRI figli!
Perciò NON GRAVI per questo Stato, per percepire un accompagnamento (si fanno le cause nel mentre….così qualcuno ci mangia alla grande!) ma TROPPO GRAVI, a volte, per la scuola per stare al passo con i compagni coetanei.

Volete spiegarci questo passaggio, perché proprio non lo capiamo!!!

NON GRAVI per certi dirigenti scolastici che dovendo fare i conti con i numeri decidono di loro iniziativa chi ha diritto al sostegno.

La loro laurea… addirittura sconfina nell’ambito medico, decidendo sulla gravità o meno degli alunni … regolandosi di conseguenza.
Gli stessi ragazzi, che poi verranno giudicati gravi dal TAR, che tante volte proprio per lo stato di salute dichiarano di aver bisogno di un sostegno pieno, condannando la pubblica d-istruzione!!
Ma allora sono gravi o no questi nostri ragazzi?
Se camminare e parlare a volte basta, per DECRETARE la loro buona salute!

Tutta le famiglie analizzate e messe sotto la lente di ingrandimento SEMPRE !!!
Tutte le famiglie controllate, e poi, quando ci innervosiamo, e a qualcuno gliele cantiamo, ci sentiamo dire frasi di questo tipo:
“signora tutto questo peso su di lei, le fa male” e sorridendo ti prendono per una pazza esaurita!
Invece a noi, poveri genitori ESAURITI, lasciateci in pace.

Un’ultima cosa: sulla disabilità dei nostri figli CI STATE MARCIANDO E MANGIANDO IN TANTI E DA TANTI ANNI!!!
Magari ricordatelo, qualche volta!!!
Molti genitori si rassegnano al fatto che i loro figli sono disabili e, cercando di proteggerli, li isolano.
Noi siamo più coraggiosi e pensiamo che in giro, nel mondo della disabilità, esistono tante storie positive, come quella di Claudio Imprudente, persona che secondo i saccenti doveva solo vegetare, peccato che abbia stupito!

E siccome è disabile qualcuno ha dimenticato di mettere la firma per la consegna della laurea ad honorem!

Questi nostri figli a volte stupiscono, però, ricordatevi che dietro le loro storie ci sono genitori veramente FORTI e TOSTI, che non si sono arresi ai giudizi di altri “addetti ai lavori”, ma hanno spinto sempre sull’acceleratore.
Contro tutto e contro tutti!!
Attenti perché non ci fermiamo!!!!

Non è sfortunatamente cambiato molto da allora. Il sistema continua a pesare come un macigno sulle famiglie, scaricando loro addosso una miriade di inciampi burocratici e di spese con l’intento (neanche troppo velato) di convincerle a vedersela per i fatti propri: comprarsi l’ausilio di tasca propria (pur avendone diritto) in maniera da far fare bella figura al dirigente della ASL di turno che è così bravo a risparmiare; subire senza discutere un’integrazione scolastica di facciata (quando c’è) e l’impreparazione di gran parte del personale “specializzato” che si trascina stancamente nel solito fare, uguale per tutti e schiacciato verso il basso a prescindere; tollerare la vergognosa mancanza di rispetto di un intero sistema che vive (e guadagna) sulla nostra fatica e sofferenza, in cui “la presa in carico della famiglia” è, nella migliore delle ipotesi, un frettoloso addestramento di un’oretta, in cui ogni genitore (a prescindere dalla sua preparazione culturale-pedagogico-sanitaria) dovrebbe imparare a gestire il gran casino che è avere in casa una persona con Bisogni Educativi Speciali (quelli veri!).

Sì, non è cambiato molto e quello che è cambiato è semplicemente peggiorato. Gli spazi di collaborazione sono sempre più ristretti e asfittici. Sembra che i tribunali siano ormai gli unici posti dove le famiglie abbiano un dialogo con le istituzioni. Non mi sembra un sintomo di benessere del sistema. Non vi pare?

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