L’amarezza delle occasioni perse

Posted on 28 novembre, 2013

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Ma scrivo questo con amarezza, perché le difficoltà del vivere e dell’essere sono grande tema educativo, trasversale a tutti, cui le classificazioni se mal poste producono ulteriori dolori. Un’occasione perduta a parlare seriamente di dolore umano per superficialità e idelogismo, ma almeno una sconfitta della furia iatrogena imperante.
A me pare, però, doveroso far comunque riflettere gli insegnanti sulle loro modalità osservative per “comprendere” le difficoltà dei ragazzi. Il rischio di para-clinicismo è forte.  Se si evita la discussione catalogante BES si/no, resta la necessità (eterna) di una conoscenza più profonda di tutti i nostri ragazzi, evitando di fermarsi a fredde prove  strutturate ma con un ascolto asimmetrico dell’altro che ne rilevi il sé unitario e complesso, in cui la scienza è servizio e non dogma.  Circa l’individualizzazione dell’insegnamento, è ora di parlarne non solo per chi fa fatica,  ma strutturale alla vita delle classi intere, cosa  difficile da fare con gli attuali organici, le classi numerose, le rigidità organizzative del centralismo gelminiano, l’eccesso di insegnamenti lineari e dissociati tra loro con le competenze ridotte a patetico nuovo libro Cuore.

da La fine dei BES nel Paese dei cachi di Raffaele Iosa