Il dolore rinnovato

Posted on 23 ottobre, 2014

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Parafrasando Laura Imbimbo nel suo contributo su “Sindrome di Asperger, HFA e formazione superiore”, convengo che  il trovarsi a scrivere e riscrivere spiegazioni, istruzioni ed esemplificazioni per le nuove figure che intervengono a ogni cambio di grado scolastico sia un’esperienza dolorosa.

Non è un semplice esercizio intellettuale, se ha senso parlarne in questi termini. E’ la tua vita che riavvolge il nastro e tu rivedi il film con quel senso nascosto di angoscia per il futuro di cui vedi le ombre che si muovono nella cabina di regia.

La scuola è la cosa che più assomiglia alla vita che sia a loro disposizione. E’ la speranza di un inserimento il più possibile normale nella società.

Nel bene e nel male, è ciò che più assomiglia alla vita… E, come nella vita, è possibile che si trasformi in un tritacarne per i genitori a cui – tranne il pietismo di ordinanza – non viene riconosciuto nulla: nessuna attenzione, nessuna empatia, carichi organizzativi e di lavoro a palate…  E se mostriamo gratitudine è meglio.

Come potremmo scoprirle tutte quelle belle soluzioni didattico-organizzative (gettate spesso nel cestino al 90%, se va bene)  se non ci costringessero a studiare tanto?

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