Oltre il recinto…

Posted on 11 maggio, 2016

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Come qualcuno di voi saprà, sono l’animatrice digitale del mio Istituto Comprensivo. Sul perché abbia deciso di accettare (almeno per il momento) questo incarico, si potrebbe discutere parecchio ma questo non è l’argomento del post. Magari ci torneremo più avanti.

Ciò che mi preme condividere, in questo momento e in questa nuova veste (…), è la mia visione dell’educazione in e attraverso la Rete.

Io sono stata “educata digitalmente” (da adulta) in un recinto strutturato (Moodle) che mi ha spinto sempre oltre la staccionata alla ricerca di altre fonti e luoghi di aggregazione in Rete. Mi è stato insegnato a navigare “fuori”, pur avendo un porto sicuro in cui tornare o chiedere aiuto. Devo moltissimo della mia formazione a Maria Ranieri, Mario Rotta, Antonio Fini ma non di meno a compagne di viaggio come Elisa Facciolo e Vera Raggi, con cui il lavoro “matto e disperato” è sempre stato entusiasmante e divertente.

Ma era solo l’inizio… Il mio blog è stato la chiave di volta per abitare veramente la Rete. E’ grazie al mio blog che ho incontrato Andreas Formiconi, un professore universitario un po’ matto, che gli studenti (giovani e meno giovani) li butta direttamente in acqua per insegnare loro a nuotare (prima ancora che a navigare) ma li segue amorevolmente in maniera che nessuno affoghi. Perché lui c’è sempre🙂

In estrema sintesi, ho imparato a stare in Rete… standoci, interagendo, collaborando, condividendo, linkando, sperimentando!

Ho una certa remora, di conseguenza, all’utilizzo troppo spinto di soluzioni “chiavi in mano”, di recinti digitali pre-strutturati che rischiano di mettere in secondo piano l’importanza dell’allestimento del setting formativo. Non escludo nulla a priori ma rivendico l’importanza di promuovere un’educazione alla Rete (per docenti e studenti) che tenga conto di diversi stili e necessità, che sia consapevole dell’effetto delle nostre scelte in materia di copyright e di software proprietario, che renda produttori di cultura e non solo consumatori nei fast food digitali…

Il punto di partenza, come al solito, non è lo strumento ma il processo che si vuole mettere in atto.

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