Io, le mappe digitali e la formazione in Rete (ma non solo)

Posted on 11 settembre, 2016

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In cerca di “ossigeno pedagogico”, vi ripropongo questa riflessione…

Speculum Maius

Quando faccio formazione agli adulti, capita spesso che i percorsi e gli strumenti da me utilizzati siano reputati “poco convenzionali”, nella misura in cui è convenzionale ciò che meglio si adatta all’esperienza che abbiamo dell’insegnare e dell’apprendere.

Gli anni di collaborazione e ricerca con il Laboratorio di Educazione degli Adulti dell’Università di Bari mi permettono di considerare come del tutto naturale un atteggiamento di “resistenza cognitiva” a modalità e strategie diverse da quelle a cui siamo abituati, in quanto il bagaglio di esperienze e di pratiche consolidate fa sì che un adulto debba avere ben chiaro il motivo per cui deve intraprendere nuove strade, in primo luogo per la fatica che ciò comporta.

Eccomi qui a spiegare perché utilizzo i tool per produrre mappe in formato digitale, anche dove apparentemente non ce ne sarebbe bisogno (o non ce lo si aspetterebbe).

Nelle mie conclusione della tesi di dottorato ricordavo come

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