Non ricordo (in memoria e nello stile di J. L. Borges)

Posted on 24 maggio, 2017

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A Creta fui il toro o il labirinto.
Non ricordo.
La Fenicia mi fece dono del cedro carnoso,
del sole adulto e del verde profumo del mare.
A Roma fui schiavo, poi servo, indi padrone.
Amai molte matrone nelle albe algide.
Più tardi in Illiria venni assalito da
incombenti e fatali presagi.
Avvertii il momento della caduta,
della perdita, del precipizio.
In Pannonia cercai invano il vecchio saggio
che desse retta ai miei lamenti, ai miei piagnucolii.
Arrivato in Gallia i miei calzari erano consumati,
la mia anima stracca, le membra stremate.
Attraverso i secoli vidi la barbarie, il rinascimento
e la decadenza perpetuarsi circolarmente.

Ora mi trovo seduto al tavolo di un bar
probabilmente adriatico
dove sorseggio un caffè dall’aroma un po’ brusco
mentre penso a… non ricordo.

da Relatività assolute di Giacomo Sisto, Bari 1997, editrice Proto.

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