Usare linguaggi plurimi…

Posted on 18 novembre, 2017

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Usare linguaggi plurimi significa aspirare a una comunicazione inclusiva, che ti costringe sempre ad avere il pensiero dell’interlocutore. Chi ti legge, guarda, “sente” è il tuo pensiero fisso. Ed è una comunicazione “difficile”, che deve tenere presente tutte le connessioni con la più ampia rete di segni e significati in cui siamo immersi.

Noi “parlanti” non facciamo che sottintendere, dare per scontato, sintetizzare concetti complessi in parole singole che però hanno bisogno di essere “dipanate”, ridefinite e trasformate, per essere fruite e com…prese.

Lo scarto nell’esperienza di comunicazione e nelle esperienze di vita tra persone che parlano e che non parlano è enorme ma noi diamo spesso per scontato che certe esperienze siano comuni e condivise (o condivisibili). Lo facciamo anche tra parlanti, in realtà, ma l’incomunicabilità che ne deriva in questo caso è gestibile da entrambi i partner comunicativi, se si vuole: nel primo no.

La comunicazione inclusiva non è lineare, non ha due facce ma tante. E’ una comunicazione che si apre al mondo, ricordandoci e ammonendoci che nessuno è realmente incapace di comunicare e che ogni essere umano riesce a farlo con qualsiasi oggetto, suono, gesto, immagine e profumo che lo circonda. Ma solo se gliene diamo la possibilità.

 

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