γνῶθι σεαυτόν – (UP⇑)&(DOWN⇓)

Posted on 9 dicembre, 2017

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Mettiamola così.

Ho avuto una serie significativa (!) di giorni duri, uno dopo l’altro, a 360°. Su tutti i fronti. Di solito funziona che – a caldo – viaggio come un treno, controllo la situazione e vado in (UP⇑) e poi, quando l’emergenza finisce, vado in (DOWN⇓), non fosse altro per fare il conto dei danni e rialzarmi rassicurata che: “alla fine, non ci siamo fatti niente!” – ammaccature a parte – “Ma poi passano!”[?]

Ecco!

Ho parlato di “serie” perché ogni volta che in questi giorni sono andata in (DOWN⇓), è arrivato un altro (UP⇑) e quindi non ho avuto tempo di “risignificare” (in soldoni, non mi sono data una pacca sulla spalla indicando una reinterpretazione molto più nobile di quello che la realtà meriterebbe), facendo fluire la tensione.

Foto: Raffaella Fiore (tutti i diritti riservati)

Quando “risignifichi”, il vantaggio maggiore è quello di fare calare l’adrenalina che, fisiologicamente, ti sostiene nell’emergenza. Se sei sempre nell’emergenza (e il tuo corpo lo percepisce), capita che ce ne sia una goccia in più che fa traboccare l’emotività.

E allora bisogna fermarsi per forza.

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