Il lato umano dei social

Posted on 10 dicembre 2017

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Si parla molto del lato dis-umano dei social in questo periodo, dimenticando che i social siamo noi. E’ sicuramente auspicabile e necessario usare la comunicazione online in maniera consapevole, essendo almeno in grado di scegliere quale livello di privacy definire per ciò che condividiamo.

Questa scelta è uno dei fondamenti della comunità “di quelli che stanno in Rete”, di quelli per cui l’esistenza online è una parte integrante della propria identità.

Questo blog potrebbe essere protetto da password o dedicato solo a specifici utenti, identificati con specifici ruoli, ma è sempre stato pubblico (e così rimarrà). Quindi il problema di Facebook (per fare un esempio attinente a un post di Francesco Leonetti pubblicato sul social in questione,  che ha ispirato questo post) è un problema antico.

Dunque la questione, IMHO, di ciò che si pubblica attiene principalmente alla consapevolezza di chi può leggere ciò che si pubblica, a prescindere dal contenuto. Ognuno è libero di usare la Rete come vuole.

Esiste un lato umano della comunicazione social (di cui i blog sono forse uno dei testimonial più significativi) in cui le persone possono decidere di instaurare relazioni “umane” in base a interessi, simpatie, assonanze cognitive e culturali.

È l’educazione al mezzo che ci manca: questo sì. La Rete rimane però un mezzo unico e formidabile per raggiungere persone che non avremmo mai conosciuto altrimenti. Non ce lo dimentichiamo.

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