Lo squarcio nel velo

Posted on 11 gennaio, 2018

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Il termine del suo rimuginare fu brusco, ma lo precedettero alcuni segni. Primo (dopo una lunga siccità) una remota nube sopra un colle, leggera come un uccello; poi, verso sud, un cielo rosa come la gengiva del leopardo; poi le fumate, che arrugginirono il metallo delle notti; infine la fuga impazzita delle bestie.

da Finzioni di J. L. Borges

Talvolta ci sono ragionamenti interiori che durano un tempo in(de)finito. Valutazioni, bilanciamenti, ricorsioni, ripensamenti… continuano a scorrere in un flusso continuo, ora placido ora tumultuoso, tra sonno e veglia, tra le notti e i giorni.

Poi, a un tratto, è come se cadesse il silenzio e tutto si fermasse in un’immobilità irreale. Ti guardi attorno e, all’orizzonte, le nubi sono scomparse, il paesaggio è limpido e la verità cercata si rivela. Lì, davanti a te, semplice e cristallina.

Puoi andarle incontro o voltarle le spalle. Tertium non datur.

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