Sospendere il giudizio (senza dimenticare l’account fb)

Posted on 2 febbraio 2018

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E quindi ieri pomeriggio, sic et simpliciter, ho sospeso temporaneamente l’account di Facebook per distanziare lo sguardo e osservare l’intera foresta invece che i singoli alberi.

Avevo lasciato attivo Messenger per dare la possibilità ai miei contatti di comunicare con me nel caso ne avessero bisogno (o volessero chiedere spiegazioni), non calcolando l’effetto “sospensione” dell’account che, di fatto, cancella la tua presenza dal social network.

Tutto ciò che hai scritto, postato e commentato per anni sparisce, come se tu non fossi mai esistita.

Mi sono poi ricordata dell’effetto spiacevole di queste “sparizioni” quando le ho sperimentate in seguito alla decisione di qualcun altro (es. Fabrizio Venerandi 🙂 ). La prima cosa che pensi è che abbia cancellato le conversazioni con te o che ti abbia bloccato e così è stato anche per qualcuno dei miei di contatti.

Così l’ho riattivato, lasciando i repost automatici di Twitter, ma decidendo di rimanere “sconnessa” per un po’ da questo recinto e di riappropriarmi di ciò che c’è fuori. Chiamatelo “riposizionamento sui social” (se vi piace parlare difficile) o riflessione sul proprio sé digital-narrativo (se vi piace una visione romantica alla Ricoeur), ma di un ritorno da dove sono partita (il mio blog, appunto) ne avevo bisogno.

Qualcuno sa che ho cominciato a bloggare un po’ (ehm…) di anni fa, perché mi chiesero un corso sui blog e io mi dissi che non avrei potuto insegnare niente di significativo se non avessi “attraversato l’esperienza”. Così anche ora, che sto lavorando più approfonditamente sulla cosiddetta educazione civica digitale, ho bisogno di (ri)partire dalla mia esperienza per poter scrivere con cognizione di causa.

Sono stata cresciuta ed educata “all’aperto”, fuori dai recinti e per molto tempo li ho rifuggiti. La mia maniera di stare e vivere in Rete è però molto cambiata nel tempo e ho bisogno di rifletterci su. Una sospensione del giudizio (per tacer dell’account) non guasta.