“Cambiare la scuola”. La lezione di Riccardo Massa.

Posted on 12 febbraio 2018

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Edito nel 1997, qualche anno prima della scomparsa del suo autore, “Cambiare la scuola. Educare o istruire?” di Riccardo Massa, rimane un testo incredibilmente attuale se si vuole andare oltre sterili contrapposizioni che non fanno che scivolare sulla superficie di una questione complessa e storicamente stratificata.

Per chi non avesse voglia o possibilità di leggerlo, vi rimando a questa recensione del 2015 pubblicata in Philosophy Kitchen, di cui riporto il nucleo essenziale…

I tentativi di pensare e cambiare la scuola risultano inadeguati finché si cristallizzano su posizioni unilaterali e semplicistiche: il cognitivismo assoluto cieco nei confronti della dimensione affettiva, erotica e desiderante dei soggetti che abitano la scuola; il didattismo docimologico che riduce l’insegnamento a una pratica misurabile sul piano dei profitti e dei risultati; il contenutismo che vede il problema in ciò che viene insegnato; lo scolasticismo che propone la scolarizzazione della vita, e l’opposta illusione della descolarizzazione, che crede di poter liberare l’umanità dal giogo oppressivo dell’istituzione scolastica senza immaginare alternative praticabili, e così via. Occorre piuttosto partire dai sintomi di sofferenza e frustrazione che accompagnano l’esperienza scolastica e cercare di risalire allo strato rimosso che essi indicano. Per comprendere le patologie della scuola non basta soffermarsi su uno degli aspetti che la caratterizzano, bisogna tentare di focalizzare la scuola come un dispositivo strutturale, un campo esperienziale.

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