Care colleghe, gli alunni non sono belve da domare…

Posted on 4 novembre 2018

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Sono inciampata in questo articolo, in cui una collega alle prime armi, chiede aiuto sconvolta a quest’altra collega in pensione che scopro essere una scrittrice sotto pseudonimo (Isabella Milani), che scrive libri sull’arte di insegnare. Infatti conclude la sua risposta con un generoso

Metticela tutta, Marilena, non ti arrendere e non ti sentire in colpa. Leggi i miei libri, il mio sito con tutto il primo blog; cerca su internet i siti di tantissimi bravi insegnanti che mettono a disposizione quello che hanno imparato, anche per gestire i bambini più piccoli.

In realtà, a Marilena, nella sua risposta non ha dato alcun consiglio o spiegazione utile che la aiutasse a “gestire la baraonda”, scaricando la responsabilità sull’ineducazione dilagante.

Non le ha spiegato che il problema è che nessuno ti insegna a gestire il primo traumatico impatto con un gruppo classe la prima volta, tenendo presente che una classe di prima primaria, a ottobre, è composta ancora da bambini che andavano alla scuola dell’infanzia…

Come tutte ci siamo illuse 🙂 di preparare nella nostra testa le attività per riempire quattro ore di lezione e che tutto sarebbe andato secondo i nostri piani: si chiama inesperienza.

Aveva sognato una classe ordinata, con piccoli volti sorridenti che l’avrebbero accolta con un corale “Buongiorno maestra!” e avrebbero fatto tutto ciò che lei proponeva, nonostante fosse la prima volta che li vedeva…

E no. Non funziona così ma imparerà, come abbiamo fatto tutte.

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