Bricks parla di… ebook

Posted on 17 settembre, 2011

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Per chi non la conoscesse, Bricks è una nuova rivista per la scuola edita da AICA e Sie-L, rilasciata con licenza Creative Commons, commentabile direttamente online (nella versione blog) o tranquillamente scaricabile in PDF o in formato EPUB.

Il numero di settebre è dedicato interamente agli ebook per contribuire (come scrive Valerio Eletti nella sua introduzione) a

sgombrare il campo dalle ambiguità e dai fraintendimenti: una operazione indispensabile, dato il panorama davvero variegato di usi e interpretazioni del termine “eBook”, che viene oggi comunque usato in prevalenza in maniera riduttiva come semplice traslazione del libro cartaceo in digitale: applicazione certamente valida, ma molto parziale, dato che con lo stesso termine eBook possiamo indicare un ventaglio di prodotti e – attenzione! – anche di servizi, che comprende soltanto come prima declinazione elementare quella del volume cartaceo riprodotto (riproposto) su schermo in formato digitale.

Il mio contributo (grazie ad Antonio Fini per avermi chiamata in causa 🙂 ) riassume per sommi capi quella che è la prospettiva di ricerca e sperimentazione che condivido con Noa Carpignano e Maurizio Chatel, in qualità di responsabile formazione e didattica della BBN Editrice,  e che ha ispirato l’organizzazione dell’eBookFest dell’anno scorso.

Non a caso il mio articolo si intitola “Tra fili narrativi e ragnatele editoriali: appunti di viaggio per chi è alla ricerca del testo liquido” e raccoglie gli echi di molte voci presenti all’evento.

Tra gli altri contributi, segnalo le Spigolature di Marco Guastavigna che tratteggia significativamente il mondo parallelo in cui la scuola e l’editoria scolastica stanno vivendo questa transizione culturale, occupati a far finta di cambiare perché nulla cambi

La “versione mista” imposta dal ministero è con ogni evidenza una gattopardesca via d’uscita dal problema in grado di lasciare le cose come stanno: tutto cambia perché nulla cambi. Penso agli agenti editoriali – rimasti tra i pochissimi che trattano gli insegnanti con deferenza quasi servile, per lo meno fino a quando questi ultimi hanno fatto le loro scelte in materia di adozioni – e al modo in cui ci presentano i nuovi prodotti, coerenti con la normativa in vigore e con i prossimi vincoli. Al centro rimane “la carta”: quante pagine, quanti esercizi, quale livello del linguaggio, “C’è la guida?”, “E gli schemi, ci sono?”, “Gli esercizi sono risolti?”, “E le prove Invalsi?” e così via. Il “digitale” è del tutto secondario, è un abbellimento, un orpello.

Insomma… dedicateci un po’ di tempo a questo numero: ne vale la pena! 😉

ps mi sono resa conto di essere l’unica tra gli autori a non essermi “qualificata” 🙂 ma chi vuole informazioni su di me sa come trovarle in Rete 😀

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