Ritorno a casa

Posted on 22 agosto, 2008

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Sono tornata da qualche giorno dalla montagna, più con il corpo che con la mente, in verità… Probabilmente non sono ancora pronta a riprendere la quotidianità del lavoro e degli impegni familiari che si incrociano e si sovrappongono ma bisognerà farsene una ragione.

Durante le vacanze, mi sono lasciata qualche riflessione con cui giocherellare intellettualmente, di tanto in tanto. Tutto ciò che leggo sui giornali e che ho visto e sentito in terra padana mi fa infatti apparire ogni tentativo di discussione seria sull’assetto sociale e sulla scuola uno specchio per le allodole, un intrattenimento patetico per chi non ha ancora capito che questo tipo di suggerimenti non interessano a nessuno. Prima fra tutti la dinastia regnante.

Sarebbe interessante discutere dell’articolo di Norberto Bottani sui modelli di rimunerazione degli insegnanti basati sul merito e sugli studi statunitensi che dimostrano come i benefici che se ne possono trarre siano meno importanti di quanto si supponeva. Oppure cominciare ad interrogarsi su quei tagli alla scuola che colpiscono in primis i più deboli, come nel caso della chiusura della sezione pediatrica del Policlinico di Bari. La vergogna di un Paese che osa reputarsi ancora civile.

Ma a chi interessa? Basta avere una moglie insegnante ed un figlio pluriripetente per dettare le linee di trasformazione/smantellamento di un sistema nazionale di istruzione, prendendoti anche gli applausi. E ti invitano anche alla festa del PD, così puoi esprimerti meglio e magari riesci a dare qualche suggerimento su come si fa a fare un partito strabico che sta un po’ con il Nord e un po’ con il Sud (così non si offende nessuno).

Ma ciò che aggiunge amarezza ad amarezza, è che il valore della vita umana varia da regione a regione: un Governo che lascia mano libera all’ILVA, consapevole che quest’ultima sta chiedendo a Taranto un limite di diossina a 3,5 nanogrammi a metro cubo (mentre in Friuli Venezia Giulia il limite è 0,4), è un Governo che rilascia una licenza di uccidere.

E pensare che c’è chi ha avuto il coraggio di polemizzare con Caparezza per il video “Vieni a ballare in Puglia”. Eppure, nei titoli di coda, il cantante assicura che per la realizzazione del videoclip nessun pugliese è stato maltrattato!

[Immagine: Attacfoggia]

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