Mettere a nudo la lettura

Posted on 27 febbraio, 2017

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La verità è che il digitale mette a nudo la lettura. La scorpora di un sovraprodotto che gli editori vogliono ancora tenere con sé perché funziona. L’oggetto. La gente compra oggetti, non la lettura denudata. Come dargli torto. Ma dovrebbero – gli editori- avere il pudore di non ammantare questa scelta commerciale di qualche fumosa scelta etica o culturale che non esiste.
Perché non c’è niente di male a creare oggetti. Fisici. E volere fare oggetti che raccontano storie, che danno informazioni. Non c’è niente di male. Il male è sfruttare il luddismo anti-tecnologico per argomentare una scelta che dovrebbe stare in piedi da sola, per la qualità del progetto che ci sta dietro.
Tra le altre cose che emergono in questi casi, quelle dell’apprendimento. Con il digitale si apprende meno e male rispetto al cartaceo. Qui i detrattori si dividono in due gruppi, a volte anche all’interno dello stesso post. Il digitale è meno adatto per apprendere perché troppo liquido e frammentato rispetto alla nobiltà tipografica del libro. In pratica, è più difficile studiare in digitale.

Fabrizio Venerandi

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