L’orizzonte del “combinato disposto”…

Posted on 30 settembre, 2014

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Nel linguaggio giuridico per combinato disposto, si intende il

risultato dell’interpretazione congiunta di due o più norme.

Per essere più chiari, ciò che avviene quando a una o più norme esistenti se ne aggiunge un’altra che va a legiferare sulla stessa questione.

Quando ci si concentra su aspetti specifici di un fenomeno o di un’organizzazione senza fare adeguata attenzione alla normativa già esistente, possono crearsi situazioni paradossali/contraddittorie di cui la scuola dell’autonomia può fornire numerosissimi esempi. Uno dei più recenti e plateali è quello dei docenti “bloccati in servizio” dalla Fornero pur avendo i requisiti per andare in pensione ma non dimentichiamo precedenti illustri firmati Moratti (sull’obbligo formativo a 18 anni) o altri (apparentemente meno eclatanti) che hanno visto diminuire le ore di lezione degli studenti e saturare quello dei docenti, con il risultato di moltiplicare la presenza di questi ultimi su più classi con enorme danno della qualità della didattica (e con paradossali effetti contraddittori, quali quelli di moltiplicare il numero di docenti per classe nella scuola primaria, proprio nella fase di celebrazione della “maestra unica”).

Ma questa è storia. Il futuro invece qual è?

Quando richiamo le persone a una  visione sistemica dei cambiamenti ipotizzati, di solito non lo faccio perché sono cervellotica ma perché gli slogan (pur anche ribaditi con le migliori intenzioni) rischiano di infrangersi contro il muro della realtà nel momento in cui si allarga l’orizzonte del “combinato disposto”. E’ per questo che vi invito a riflettere e a immaginare che tipo di scuola i nostri alunni/studenti/figli si ritroveranno (e ci ritroveremo) se dovessero andare in porto contemporaneamente proposte/disegni di legge che sempre di scuola si stanno occupando anche se – apparentemente – in maniera indipendente.

Mi chiedo, per esempio, se la quantità di assunzioni ipotizzata ne La buona scuola potrebbe essere ridimensionata alla luce della proposta dell’eliminazione del sostegno (qui uno dei primi post sull’argomento) così come lo abbiamo conosciuto fino a ora. Se dovesse passare questo riassetto organizzativo radicale (dopo la sperimentazione in una provincia autonoma che viene così elevata a campione rappresentativo dell’universo di tutte le scuole italiane…) che prevederebbe

circa 100.000 insegnanti di sostegno [che] modificano il proprio ruolo in due direzioni: 85.000 (l’80% circa) entrano nella scuola come docenti curriculari; i restanti 15.000 diventano specialisti e consulenti tecnici offrendo contenuti di expertise che non ricalcano le tipologie di disabilità come l’autismo, o il ritardo mentale ma interessano le metodologie per la realizzazione di strategie di apprendimento cooperativo, meta-cognitivo, adottando nuovi linguaggi e materiali, fruendo in modo inclusivo delle nuove tecnologie.

A prescindere da queste proposte più hard, vi ricordo che una proposta di legge per il “superamento della delega al sostegno e dei ricorsi al TAR” è già in pista e prevede [qui il testo]- per esempio – la conciliazione obbligatoria prima di ricorrere al tribunale…

Oggi infatti molte famiglie si rivolgono alla magistratura per richiedere il riconoscimento di un adeguato numero di ore di sostegno: e il ministero è soccombente per centinaia di migliaia di euro. Ci auspichiamo naturalmente che questa voce di spesa così importante possa essere reinvestita per la formazione degli insegnanti.

Da genitore interessato della questione, mi sorge spontanea qualche domanda su chi o che cosa si voglia realmente tutelare, dato che l’organico funzionale descritto fumosamente ne La buona scuola include anche docenti che si devono occupare del sostegno. Nel momento in cui vado a “conciliarmi”  e ottengo ragione, il DS cosa fa? Toglie ore a qualcun altro per destinarle a mio figlio? Ci sarà, nei fatti, la possibilità di continuare ad avere ragione nei tribunali nonché di potervi ricorrere?

E se il progetto TREELLLE, con la benedizione di tutto il gotha della disabilità, dovesse veramente passare, quegli 85.000 posti di cui parla Ianes andranno tolti dai 150.000 di cui si parla nel documento governativo? La domanda è lecita e permette a tutti gli interessati di cominciare a definire meglio la fisionomia della scuola che potenzialmente ci stanno proponendo.

Ecco perché oggi ho voluto dedicarmi al “combinato disposto” un po’ come al fantacalcio: se non cominciate a fare questo tipo di esercizi, le sorprese arriveranno sempre dopo.